venerdì 23 maggio 2008

Però vi dovete mettere in ginocchio


Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini.

Giovanni Falcone




Nel 1992, sedici anni fa, ero a una festa, ero a un matrimonio… arrivò una notizia, non c'erano ancora i telefonini… e quindi, di bocca in bocca. Andammo a vedere il telegiornale, erano le sette del pomeriggio, più o meno, quando andammo a vedere il telegiornale. Non è stato tanto il fatto di cronaca, in sé. Ha cambiato anche la mia visione del mondo, il mio rapporto con questa terra… è stata la vostra reazione. Il giorno dopo mi arrivò addosso, come qualcosa che mi riguardava, anche se vivevo molto lontano. Mi riguardava fortemente. Allora scrissi una cosa, che stasera vi rileggo, dopo tanti anni…

Migliaia di ragazzi in piazza a Palermo un saluto alla bara del giudice Falcone, hanno bisogno di una risposta. Hanno bisogno di protezione. I ragazzi son stanchi dei boss al potere; i ragazzi non possono stare a vedere, la terra sulla quale crescerà il loro frutto bruciato e ogni loro ideale distrutto. I ragazzi denunciano chiunque acconsenta col proprio silenzio un'azione violenta. I ragazzi son stanchi e sono nervosi, in nome di Dio a fanculo ai mafiosi. I ragazzi denunciano chi guida lo stato per non essersi mai abbastanza impegnato, a creare una via per chi vuole operare, senza esser costretto per forza a rubare, per creare una via per gli uomini onesti, per dare ai bambini valori robusti che non crollino appena si arriva ai 18, accorgendosi che questo mondo è corrotto.
I ragazzi non credono alcuna parola di quello che oggi c'insegnano a scuola. I ragazzi diffidano di ogni proposta non stanno cercando nessuna risposta, ma fatti, giustizia, rigore morale da parte di chi calza questo stivale. I ragazzi hanno il tempo che li tiene in ostaggio, ma da oggi han deciso di farsi coraggio perché non ci sia un'altra strage di Maggio, per riuscire ci vuole cultura e coraggio, cultura di pace, coraggio di guerra, il coraggio di vivere su questa terra e di vincere qui questa nostra battaglia, perché quando nel mondo si parli d'Italia non si dica soltanto la mafia, i mafiosi, perché oggi è per questo che siamo famosi, ma l'Italia è anche un'altra, la gente lo grida: i ragazzi son pronti per vincere la sfida.

Jovanotti


1 commenti:

suburbia ha detto...

Io ricordo che era il tg della sera. Quella buco nell'autostrada dalla tv mi sembrava enorme, capivo che era una cosa grande grande.
Speriamo in questi uomini dalle gambe robuste per reggere queste idee. Noi nel frattempo le coltiviamo e le diffondiamo
ciao