Chi sbaglia risponde?
Perché punire non basta Ho insegnato per ventinove anni informatica a ragazzi tra i quattordici e i diciannove anni, gli stessi anni di cui parla oggi il dibattito sull'imputabilità minorile. Tra loro ho incontrato adolescenti difficili, alcuni già a rischio di devianza, e proprio con loro ho capito che il mio ruolo poteva essere quello di educatore prima ancora che di insegnante. In laboratorio la lezione più utile che si trasmette non è mai quella che si spiega alla lavagna: si impara di più dagli errori, e più si sbaglia, se qualcuno resta lì a raccogliere l'errore, più si impara. Il 23 luglio il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull'imputabilità dei minori tra i quattordici e i diciotto anni. Non tocca l'età minima, che resta fissata a quattordici anni, e non inasprisce le pene, come ha tenuto a precisare il ministro della Giustizia Carlo Nordio. Interviene invece sull'articolo 98 del codice penale, ribaltando l...





