Dipende quante volte
Come farsi piacere i broccoli Milan Kundera scrive che il tempo umano non ruota in cerchio ma avanza veloce in linea retta, e che per questo l'uomo non può essere felice: la felicità è desiderio di ripetizione, e la linea retta non ripete nulla. È un'idea che ha la forza di un teorema e la malinconia di un addio. Ma chi passa le giornate a scrivere cicli sa che la faccenda è più complicata. Un ciclo non è mai un vero ritorno al punto di partenza. E proprio in questa differenza, tra il cerchio che si chiude su se stesso e il cerchio che avanza di un passo a ogni giro, si nasconde una storia da raccontare. Il for e la promessa di sapere già Il ciclo for è prevalentemente enumerativo. Andrebbe usato solo quando si conosce a priori quante volte occorre eseguire una certa operazione: dieci righe di una matrice, i caratteri di una stringa, i giorni di un mese. È un ciclo di chi ha già fatto i conti prima di cominciare. C'è però una tendenza ricorrente, in aula, a risolvere ogni...





