lunedì 26 novembre 2007

Il migliore dei mondi possibili

Portrait of Gottfried Wilhelm (1646-1716) Baron De LeibnizQuello in cui viviamo è il migliore dei mondi possibili.

Gottfried Wilhelm von Leibniz


Tutte le volte che ho provato ad usare questa frase con qualcuno, siamo stati fraintesi io ed il buon Leibniz.

E sì, allora lasciamo tutto come sta!

Oppure:

Ragionando così si finisce per accettare tutto e il contrario di tutto (relativismo moraaaaale, vade retro).

Dovendo proprio scegliere, considerando che in italiano il contrario di relativismo è assolutismo, opto convinto per il primo.

Sapendo che Leibniz si era occupato di calcolo infinitesimale, forse si chiarisce meglio cosa Goffredo voleva dire specificando meglio:
"Nell'istante t, quello in cui viviamo è il migliore dei mondi possibili."

Insomma, se io e tu siamo così ora, presi singolarmente o valutando gli aspetti della nostra interazione, il punto in cui ci troviamo è l'attuale equilibrio delle forze che hanno agito e agiscono su di noi e di quelle che fuoriescono da noi. Di meglio, o di diverso, in questo momento non potevamo fare, perché la risultante di tutte le forze in gioco al momento è questa. Il mondo in cui viviamo, il migliore dei mondi possibili: nient'altro che il risultato di una somma vettoriale, di una regola del parallelogramma.

Se il risultato è questo, che ti incazzi a fare?

Non è fatalismo, ma ottimismo realista.

Non amo particolarmente le foto, perché fissano un istante, mentre invece i sistemi evolvono, procedono, sono come un film. Ogni fotogramma è il migliore dei mondi possibili, ma sia pur con gli stessi protagonisti, che differenza tra ciascuno dei fotogrammi.

Prendiamo quindi atto del valore che assume la derivata prima in ogni punto del grafico senza grosse recriminazioni. La visione analitica non ci fa grande giustizia: ora sono così, posso solo prenderne atto. Magari, confrontando punti diversi, posso comprendere che è vero che ora sono così, ma prima ero colì. O meglio, interpolando, posso intuire qual è il trend e fare previsioni per il futuro, un futuro dove magari entrerà qualche altra inattesa forza in gioco.

Perché di un gioco si tratta.
Parole di cotone - L'anima addossoThe most beautiful sea hasn't been crossed yet.
The most beautiful child hasn't grown up yet.
Our most beautiful days we haven't seen yet.
And the most beautiful words I wanted to tell you I haven't said yet…


Il più bello dei mari

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l'ho ancora detto.

Nazim Hikmet

1 commenti:

suburbia ha detto...

"Il piu' bello dei mari" si vede che si presta ad essere scritta su una maglietta. Magari piccina.. quanti ricordi...
Il tuo post mi ha ricordato questo aforisma
"L'ottimista pensa che questo sia il migliore dei mondi possibili. Il pessimista teme che sia vero."
James Branch Cabell
ciao