mercoledì 21 novembre 2007

Abbiamo fatto l'Italia, si tratta adesso di fare gli italiani.

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Ecco il simbolo: poca verdura che non se ne poteva più, tricolore come quello che qualcuno consigliava di buttare nel cesso.

Dice Ermete Realacci:

I tre colori rispondono a tre tradizioni diverse dell'Italia. Il verde è la tradizione laica e ambientalista, il bianco è il solidarismo cattolico, il rosso è il colore del lavoro e del socialismo. Il risultato è una sintesi molto forte. È il simbolo di un grande partito che guarda al futuro e vuole bene all'Italia. Il partito del patriottismo dolce. Noi saremo così.

Dico io: deve servire ad unire un paese disgregato.

Dice Walter Veltroni:
È un simbolo che racconta di un partito che nasce per fare un'Italia nuova.

Dice Massimo d'Azeglio:
Gl'Italiani hanno voluto far un'Italia nuova, e loro rimanere gl'Italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono ab antico la loro rovina; […] pensano a riformare l'Italia, e nessuno s'accorge che per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro.

Appunto per questo, è ora che viene il bello.

Per mitigare lo slancio retorico dietro il vessillo che al vento garrisce, ecco un testo che ci mantiene con i piedi per terra:

La Bandiera
Edoardo Bennato - I buoni e i cattivi - 1974

Bella la bandiera…
la più bella che ci sia
cara, la bandiera
la più bella che ci sia…

Ama, la tua bandiera
è la più bella che ci sia…
Ama, la tua bandiera
è la più cara che ci sia…

Senti, che emozione,
sventola la tua bandiera…
Senti, un tuffo al cuore,
sventola la tua bandiera…

Guarda, c'è una bandiera
che non ha i colori della tua…
guarda, lì c'è una bandiera
che non ha i colori della tua…

Guarda, quella gente
che non sventola la tua bandiera…
guarda, quella gente che ha una
bandiera con i colori diversi dalla tua…

Odia, quella gente
che non sventola la tua bandiera…
odia, quella gente
che non sventola la tua bandiera…

Odia, tutta la gente
che non sventola la tua bandiera…
odia, tutta la gente
che ha una bandiera
con i colori diversi dalla tua…

E attenzione alla scelta dell'inno! Ancora scelgono questo oppure quest'altro.



Aggiornamento dell'8.2.2008

Scelto l'inno: è Mi fido di te di Jovanotti.
Pur essendo stato già violentato da quel tontolone di Fabrizio Frizzi che così intitolò un programma sui cani (orribile gioco di parole su fido sostantivo-verbo), rimane un bellissimo pezzo, né retorico né trionfalistico (qui il video originale).
Attenzione però a quel cosa sei disposto a perdere: tutto fuorché le elezioni! Perché questa non è un'esercitazione.

Aggiornamento del 14.2.2008

Dall'altra parte della barricata un certo Andrea Vantini realizza senza vergognarsene una cacata di inno dall'illuminante titolo "Meno male che Silvio c'è" con allegato merchandising. Somiglia lontanamente a Certe notti come documentato qui ed è oltremodo disgustoso.

2 commenti:

suburbia ha detto...

Il simbolo e' bellino :-)
La scelta della canzone.. ottima
ciao

Efisio Bianco ha detto...

Grande Bennato. Ad ascoltarlo ancora oggi "i buoni e i cattivi" risulta di incredibile attualità.
Arrivano i buoni arrivano arrivano,finalmente hanno capito che qualcosa qui non va...
Ciao Pierangelo.