domenica 30 novembre 2008

Liberdade

« Se dopo la mia morte volessero scrivere la mia biografia,
non c'è niente di più semplice.
Ci sono solo due date – quella della mia nascita e quella della mia morte.
Tutti i giorni fra l'una e l'altra sono miei. »
E quando venne a Lisbona quel giorno di fine novembre in cui Pessoa, e Álvaro de Campos e Ricardo Reis e Alberto Caeiro e Bernardo Soares, tutti e cinque se dovettero andare, riuscirono a pronunciare nell'ultimo respiro la frase più poetica del mondo: «De-me os meus òculos!», datemi i miei occhiali! Eccola ancora l'inquietudine di vedere oltre, superando i limiti interni, cercando luoghi nuovi con occhiali che vincano la congenita miopia. E i cinque poeti in uno ci salutano recitando finalmente all'unisono:
« Voglio, avrò -
se non qui,
in altro luogo che ancora non so.
Niente ho perduto.
Tutto sarò. »


Liberdade di Pessoa, musicata dal compositore brasiliano Ronaldo Miranda

Liberdade

Ai que prazer
não cumprir um dever.
Ter um livro para ler
e não o fazer!
Ler é maçada,
estudar é nada.
O sol doira sem literatura.
O rio corre bem ou mal,
sem edição original.
E a brisa, essa,
de tão naturalmente matinal
como tem tempo, não tem pressa…

Livros são papéis pintados com tinta.
Estudar é uma coisa em que está indistinta
A distinção entre nada e coisa nenhuma.

Quanto melhor é quando há bruma.
Esperar por D. Sebastião,
Quer venha ou não!

Grande é a poesia, a bondade e as danças…
Mas o melhor do mundo são as crianças,
Flores, música, o luar, e o sol que peca
Só quando, em vez de criar, seca.

E mais do que isto
É Jesus Cristo,
Que não sabia nada de finanças,
Nem consta que tivesse biblioteca…

Fernando Pessoa
Libertà

Ma che piacere
non compiere un dovere,
avere un libro da leggere
e non farlo!
Che noiosa la lettura,
che pochezza la cultura!
Il sole splende senza letteratura.
Il fiume scorre, bene o male,
senza edizione originale.
E la brezza che passa,
naturale e mattiniera,
sa che ha tempo, e non ha fretta...

I libri sono carta inchiostrata.
Lo studio è una cosa ove è indistinta
la distinzione fra il niente e cosa alcuna.

Quanto è meglio, se c'è bruma,
aspettare Don Sebastiano,
venga o non venga.

Grande è la poesia, la bontà e le danze…
ma le cose migliori son l'infanzia,
fiori, musica, chiardiluna, e il sole, che pecca
solo se invece di nutrire secca…

E ancor meglio di questo
è Gesù Cristo,
che non sapeva niente di finanze
né consta che avesse biblioteca.


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