domenica 6 luglio 2008

Gli uomini non cambiano?

Maria GorettiOggi la Chiesa celebra la memoria di Santa Maria Goretti.

In un'epoca di opportunismi fatti sistema, in cui a vari livelli ci si concede per ottenerne in cambio vantaggi economici, la dodicenne che viene uccisa perché resisteva ad un tentativo di stupro appare straordinariamente attuale.
Perché santa, cioè esempio per tutti di vita eroica, sia pur brevissima? La Chiesa non l'ha fatta particolarmente amare, facendone un'icona di un modello femminile che si realizza nella famiglia, nella maternità e nel lavoro domestico. Insomma la solita dicotomia per cui le donne o sono streghe e puttane, oppure sono madonnine. La grandezza di Maria Goretti sta invece proprio nella ribellione istintiva (dato che era un'adolescente contadina e quasi analfabeta) a subire una violenza, che poi in fin dei conti nella società del tempo le sarebbe convenuto subire. L'aggressore avrebbe regolato le sue pendenze con un bel matrimonio riparatore e quello che era considerata violenza prima del matrimonio non avrebbe più dato pubblico scandalo all'interno delle mura domestiche. Eh no, pensa in un attimo Maria, piuttosto è meglio se mi ammazzi.

Volendo approfondire, segnalo storie analoghe di martiri della dignità della donna: la beata Antonia Mesina (16 anni), la beata Pierina Morosini (26 anni), la beata Teresa Bracco (20 anni), la beata Carolina Kozka (16 anni).

Santa ScoreseParticolarmente cara mi è la storia della serva di Dio Santa Scorese, mia concittadina, ventitreenne pugnalata a morte da un tipo che l'aveva perseguitata per due anni.

Quello che balza agli occhi da queste storie e da tante storie di violenza su donne non elevate alla gloria degli altari, ma ugualmente grandi, è la piccolezza di uomini che non riuscendo a possedere la bellezza, la distruggono. Mi accorgo che il vero semianalfabetismo è quello emotivo e sentimentale di tanti che condividono il mio stesso genere.

Il mio lavoro consiste nell'occuparmi dei figli degli altri, in particolare di tanti figli maschi altrui di età compresa tra i 16 e i 19 anni. Devo spesso tralasciare i miei algoritmi e le mie reti di calcolatori per affrontare temi di cui magari con i loro papà non parlano. Sembrano spavaldi, ma in realtà esorcizzano la loro paura delle donne con atteggiamenti di denigrazione e sottovalutazione dell'universo femminile che se non fermati in tempo rischiano di segnare per sempre le loro vite e le vite delle malcapitate che li avranno per compagni. Speriamo bene!



Gli uomini non cambiano
Mia Martini - Lacrime - 1992

Sono stata anch'io bambina
Di mio padre innamorata
Per lui sbaglio sempre e sono
La sua figlia sgangherata
Ho provato a conquistarlo
E non ci sono mai riuscita
E lottato per cambiarlo
Ci vorrebbe un'altra vita.
La pazienza delle donne incomincia a quell'età
Quando nascono in famiglia quelle mezze ostilità
E ti perdi dentro a un cinema
A sognare di andar via
Con il primo che ti capita e ti dice una bugia.
Gli uomini non cambiano
Prima parlano d'amore e poi ti lasciano da sola
Gli uomini ti cambiano
E tu piangi mille notti di perché
Invece, gli uomini ti uccidono
E con gli amici vanno a ridere di te.
Piansi anch'io la prima volta
Stretta a un angolo e sconfitta
Lui faceva e non capiva
Perché stavo ferma e zitta
Ma ho scoperto con il tempo
E diventando un po' più dura
Che se l'uomo in gruppo è più cattivo
Quando è solo ha più paura.
Gli uomini non cambiano
Fanno i soldi per comprarti
E poi ti vendono
La notte, gli uomini non tornano
E ti danno tutto quello che non vuoi
Ma perché gli uomini che nascono
Sono figli delle donne
Ma non sono come noi
Amore gli uomini che cambiano
Sono quasi un ideale che non c'è
Sono quelli innamorati come te.


3 commenti:

suburbia ha detto...

Uno splendido post. Senza sottovalutare il tuo impegno vorrei aggiungere che parimenti ci devono essere insegnamenti o almeno esempi di rispetto verso le donne anche a casa, oltre che a scuola.
E poi "speriamo bene" :-)
ciao e buona giornata

copyman ha detto...

Ti do ragione quando scrivi che la macchina della beatificazione e della canonizzazione ha reso un pessimo servigio alla figura di sante come Maria Goretti, riducendole allo stato di santini, stereotipi devozionali sovraccarichi, quasi caricaturali, soffocati e piegati a fini di propangandare una ben nota visione della femminilità.
A parte questa considerazione piuttosto scontata, noto che ogni qual volta si intraprendono discorsi o approfondimenti su argomenti come lo stupro, le botte, lo stalking o l'anaffettività serpeggia una reazione di insofferenza, quasi che toccare certi tasti sia un'aggressione ingiustificata ai fondamenti della mascolinità, una richiesta indebita di resa.

Pierangelo ha detto...

@copyman:
penso che sia urgente raccogliere la sfida di un ripensamento dell'identità di genere, elaborando nuove prassi concrete che siano rappresentative di un maschio rinnovato, ma non per questo femminilizzato e castrato. Ci hanno mutilato della componente affettiva, che va riconquistata da ciascuno di noi, autoconvincendoci che maggiore sensibilità non è indice di omosessualità.