mercoledì 2 aprile 2008

Bibo



È lui, cresciuto vero?

Lui sì che ha le idee chiare su quello che si deve e non si deve dire davanti ad un microfono!

Al di fuori del cane, il libro è il miglior amico dell'uomo. Dentro il cane c'è troppo buio per leggere.
Groucho Marx

Uno crede di portare fuori il cane a fare pipì mezzogiorno e sera. Grave errore: sono i cani che ci invitano due volte al giorno alla meditazione.

Strano, lo sguardo del cane che spinge. È sempre una faccenda che lo assorbe molto. Preferirebbe non essere visto, vorrebbe tanto guardare altrove, ma la cosa richiede tutta la sua concentrazione. Si tratta di ottenere un equilibrio pendolare del treno posteriore, di calcolare un'esatta verticale, di non farsela sulle zampe e di non caderci seduto dentro. Un gran numero di parametri da valutare contemporaneamente. Si vorrebbe fare in fretta e con discrezione, ma l'evento richiede lentezza, esige applicazione. La fronte si corruga, il sopracciglio si aggrotta. Se c'è una circostanza della sua vita in cui il cane sembra pensare, un momento di pura introspezione, è quando spinge.

«Innanzitutto quando si è un randagio, non si fanno tante storie!»
È la Spepa che squittisce. Ha una voce terribilmente acuta. Le parole rimbalzano contro i muri, il soffitto e il pavimento della cucina. Si mescolano al tintinnio delle stoviglie. Troppo rumore. Il Cane non ci capisce un'acca. Si limita ad appiattire le orecchie aspettando che passi. E poi ne ha sentite di peggiori. Che gli dia del randagio non lo tocca poi tanto. Sì, è stato un randagio, e allora? Non se n'è mai vergognato. Le cose stanno così. Ma santo cielo, com'è acuta la voce della Spepa. E quanto parla! Se non avesse bisogno delle quattro zampe per reggersi dignitosamente in piedi, il Cane si tapperebbe le orecchie con le zampe davanti. Ma si è sempre rifiutato di scimmiottare gli uomini. […] Abbaiare stanca. La forza non conta niente nella vita. Saper schivare è quello che conta.
Daniel Pennac

Giacciono insieme in questa tomba Benjamin Pantier, procuratore,
ed il suo cane Nig, suo fedele compagno, conforto ed amico.
Lungo la strada grigia, amici, bimbi, uomini e donne,
uscendo ad uno ad uno dal mondo, mi lasciarono finché fui solo
con Nig amico indivisibile, coniuge e compagno nel bere.
Nel mattino della vita io conobbi aspirazioni ed intravidi la gloria.
Poi colei che mi sopravvive, accalappiò la mia anima
con una rete che mi dissanguò,
finch'io, un tempo indomabile, giacqui spezzato, indifferente,
vivendo con Nig nel retro di un sudicio ufficio.
Sotto la mia mascella è appoggiato il naso di Nig -
la nostra storia finisce nel nulla. Va', folle mondo!

Edgar Lee Masters

I cani hanno una sorta di invadente disponibilità dell'anima che allevia le persone che cominciano a rinsecchirsi.
Elias Canetti


E qui, Ode al cane di Pablo Neruda


1 commenti:

Sa ha detto...

Direi in ottima compagnia! Grazie mille Pier!
Sa