lunedì 17 dicembre 2007

Fidelizzare l'utenza

La notizia dell'iniziativa per cui i piccoli ministranti della diocesi di Fabriano-Matelica riceveranno punti fedeltà per ogni volta che serviranno la Messa, utili per conseguire un viaggio a Mirabilandia, è talmente curiosa da sembrare una bufala. D'altronde si usa dire "scherzi da prete", in questo caso con il placet del vescovo (autore di una lettera pastorale dal titolo "Chiesa, torna ad educare!"). Ideatore della boutade il vice parroco di San Giuseppe Lavoratore don Umberto Rotili, uno dei responsabili della pastorale giovanile in diocesi, degno allievo del più celebre parroco, don Tonino Lasconi, che gira l'Italia e scrive libri in cui si dice ad esempio:

Signore, io lodo la pubblicità, non per quello che dice, ma per come lo dice, (…) perché lo fa investendo soldi, e impegnando cervelli, fantasie, capacità artistiche (…), per la sua scaltrezza, quella che dovremmo avere noi, per te.

Pessimi educatori se ci si mettono pure loro a favorire il puttanesimo. Il do ut des mercantilistico non c'entra nulla col Vangelo che invece parla di servi inutili e ministrante e ministero vogliono dire servo, cioè volontariato, dono gratuito di sé come Cristo che lava i piedi, in spirito di servizio appunto. Che il premio sia poi una giornata nel Paese dei Balocchi vuol dire non solo poca dimestichezza col Vangelo (considerato un messaggio troppo duro che allontana la gente piuttosto che avvicinarla e quindi da non prendere alla lettera) ma anche non aver mai sentito parlare delle Avventure di Pinocchio, in cui per una cosa simile i bambini si trasformavano in asinelli e rimanevano burattini piuttosto che crescere diventando bambini veri. San Filippo Neri, che di ragazzi ne capiva, li apostroferebbe con un "Te possi morì ammazzato…", anche se lui, che era un santo e non bestemmiava, aggiungeva dopo un po': "…ppe' la fede!". Ma questi, se sono così mercanti nell'animo, non li martirizzerà mai nessuno.

Pensassero piuttosto ad insegnare che qualche volta si può fare qualcosa gratis e a fare in modo che a Messa i ragazzi non si annoino mortalmente come spesso succede.

Qui un commento che condivido, ancor più sarcastico del mio.

E prima della benedizione finale, una scena da "La Messa è finita" di Nanni Moretti.

1 commenti:

suburbia ha detto...

Ecco la fede a punti! Manca solo la pubblicita' alla fede stessa... o forse c'e' gia.
Bello il tuo post e anche quello che linki. Io non ho un gran rapporto con le persone di chiesa, oltre a quelli che puoi immaginare, l'opinione comune e' che non sia molto salutare da bambini/ragazzi passare troppo tempo nell'oratorio e dintorni. Messa e via!
C'era stato un caso di un educatore qui nella mia citta', che per "approfittare" di un ragazzo lo voleva stordire con una iniezione, sbaglio' dose e lo uccise (volevo trovare il link ma il nome e' tanto famoso che trovo solo quell'altro).
Si fece qualche anno (tipo 2 o 3 ) in una comunita' religiosa e basta!
Non mi sembra che avessero preso abbastanza le distanze.
Si parlo anche molto di tutta una serie di storie strane nel gruppo parrochiale degli scout..brutte cose.
La fede e' una cosa da grandi?

Per sdrammatizzare, mirabilandia e' davvero bella, ci sono stata l'anno scorso, che dire... mirabilandia val bene una messa??
ciao e scusa il commentone anche un po' ot.