mercoledì 4 novembre 2009

Lo famo invano?

"Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano." (De 5,11)

Con quel crocifisso in mano avresti dovuto tremare, ma ti manca il timore di Dio, che è un dono dello Spirito Santo.

Gli scribi e i farisei ti hanno suonato la grancassa: davi soldi per il restauro delle chiese terremotate, anche quelle che non erano strettamente di competenza dei Beni Culturali.
With money can't buy me love. Ma l'indulgenza plenaria sì.
Simonia, simonia, per piccina che tu sia, rendi la puttana pia.
Altrove, simpaticamente accomunati, Gelmini e Bersani minimizzavano, farneticando che il crocefisso altro non è che una simpatica tradizione. Eh, però abbiamo le radici cristiane! Peccato che la pianta si riconosca dai frutti.

Noi che certe cose ce le abbiamo nel cuore, non ci fa differenza se attacchiamo o meno orribili pupazzetti di plastica ai muri. Cicciobello non è un bambino vero e Ken non ha nemmeno una parvenza di pene. Questa non è fede adulta, ma solo feticismo.

Volto del Crocifisso che parlò a San Francesco a San DamianoIl Cristo che a San Damiano parlava a Francesco dicendogli: "Va' e ripara la mia casa, che, come vedi, va in rovina" era ed è, perché là davanti ho pregato anch'io, un Cristo parlante e vivo, non una tradizione come le orecchiette con le cime di rape.

Stanotte sento cantare il gallo tre volte. E Pietro è daccapo fuori di sé.
"E uscito all'aperto, pianse amaramente."

4 commenti:

Pierangelo ha detto...

Con altro stile, e con profondità non conformistica, qui si affronta lo stesso tema.

evergreen ha detto...

Bellissimo post. Complimenti!

stella ha detto...

Vieni da me.

Pierangelo ha detto...

@stella:
Sono passato da te, penso ti riferisca a questo tuo post.
Qui è già pieno di immagini sacre. Perché qui da me è casa mia e posso dire a chiunque: "Se sei contrario, non entrare".
Invece le mie figlie, che condividono la stanza, se una vuole attaccare un poster al muro deve chiedere il parere dell'altra. Siamo condannati a CONvivere e COesistere. Per fare un gruppo una persona è poca e due sono già troppe, ma l'età adulta ci ha insegnato l'importanza del saper fare un passo indietro per favorire il bene comune.