lunedì 21 maggio 2007

Tattica

NapoleonChe non lo so? La tua è tutta una tattica!

E che ne sai? Non è che proietti in me il tuo attuale modo di pensare? Non ti viene il dubbio che questo tuo modo di pensare a me possa risultare abbastanza estraneo?

Che cos'è una tattica? Un qualche metodo finalizzato a conseguire un obiettivo, ma un obiettivo specifico e circoscritto. Le tattiche sono azioni isolate che si avvantaggiano delle opportunità offerte dall'avversario. Vanno armonizzate all'interno di una strategia.

Dice Wikipedia: Una strategia è una serie di linee guida generali usate per impostare e successivamente coordinare le azioni concrete tese a raggiungere lo scopo, in modo da dare loro la massima efficacia. La strategia si applica a tutti i campi in cui per raggiungere l'obiettivo sono necessarie una serie di operazioni separate, la cui scelta non è unica e/o il cui esito è incerto, e che quindi non possono essere pianificate a priori ma devono essere decise di volta in volta. La strategia viene spesso confusa con la tattica che ha invece lo scopo di pianificare al meglio la singola azione all'interno della strategia.

Che linguaggio militaresco! O economicistico! O peggio, da teoria dei giochi. Esistono dei giochi ai quali non conviene giocare. Uno di questi è la guerra. Conviene fare la pace, sempre. Conviene giocare a fare la pace, con un atteggiamento attivo: lì sì, se la strategia è il conseguimento della pace, libero sfogo alla creatività per inventarsi tattiche su tattiche. Metodo trial and error: se una tattica non funziona, la si cambia, mica ci si intestardisce.

C'è un versetto del Vangelo che non ho ancora capito bene. Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi, dopo Gandhi e la nonviolenza un po' ci arrivo. Anche siate semplici come colombe mi va abbastanza bene: è un grosso rischio per lo "stratega" il ritrovarsi incattivito dentro. Ma quell'astuti (o prudenti a seconda della traduzione) come serpenti non ho capito ancora come vada modulato. Chiaro il concetto che se mettessimo nel fare cose buone la stessa intelligenza che si investe di solito nel fare porcherie allora i buoni non passerebbero da fessi come di solito accade ed anche qualche volta ci sarebbe il lieto fine. Un po' più viscido se penso a quell'astuzia o a quella prudenza e a come collida con "il vostro parlare sia sì sì no no, tutto il resto viene dal diavolo".

Qui vado in crisi. Ad esempio non sono capace di identificare quello che si chiama un "ballon d'essai": la notizia "civetta" fatta filtrare per saggiare la reazione dei mass media e dell'opinione pubblica più in generale, di fronte a un provvedimento o a una presa di posizione. Nè sono in grado di lanciarne uno, giusto per vedere di nascosto l'effetto che fa.

Dice che le donne vengono da Venere, gli uomini invece da Marte: per questo non si capiscono. Ma se dico A voglio dire A, non come te che per dire A dici B e bisogna capire che volevi dire A. Se ti voglio bene ti faccio una carezza, non ti rifilo uno schiaffo. La realtà è già così difficile da decodificare, ci manca solo che ci mettiamo a complicarla ancora di più. E soprattutto, non è vero che il fine giustifica i mezzi. La guerra umanitaria, le mazzate a fin di bene, non ti faccio un complimento ancora ti vizi… Se uso mezzi sbagliati, si perde di vista il fine. Esempio di una cattiva tattica che fa saltare in aria la più nobile delle strategie.

Ad ogni modo, tutto il rispetto per ogni tattica del mondo, ma standing ovation per chi, accorgendosi che non funziona la cambia, pur rimanendo fedele a se stesso e alla propria strategia.

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