giovedì 23 maggio 2013

Rinnoversi in segni... erranti

Mi capita per le mani un libro di poesie di Hamid Barole Abdu. So che lui sta in Italia da quasi quarant'anni e mentre sfoglio per la prima volta quelle pagine mi domando quanta Africa sarà rimasta nei suoi versi. L'apparente contraddittorietà del titolo risponde alla mia curiosità: i versi sono espressione di un continuo rinnovamento, ma non possono prescindere dal lungo viaggio iniziato tanto tempo fa e tuttora non concluso. Chi ha tanto viaggiato si scopre apolide perché ha rinunciato ad una parte delle proprie radici, ricevendo però innesti più o meno fruttuosi, ma scopre anche il proprio status di cittadino, forse né eritreo né italiano, ma cittadino di una nazione tutta da inventare di cui non è ancora iniziato il Risorgimento. In questi giorni tante polemiche sulla cittadinanza alle quali si accalorano persone che non si sono mai allontanate dalle loro tiepide quattro mura, e sono inospitali perché, chiusi nella caverna, non hanno idea dell'aria aperta. In questa poesia che ho scelto, invece, l'accoglienza di una donna nella propria casa e perciò nella propria vita, il miracolo di estranei che si scoprono diventati intimi, sono metafora di una contaminazione culturale che può generare sintesi inaudite e che non si esaurisce nel ritrovato piacere di fondersi, ma trova il suo sfogo nell'inarrestabile desiderio di rimettersi in cammino, come un Ulisse che però riparte con la sua Penelope per affrontare insieme le colonne d'Ercole o un Don Chisciotte combattuto dai mulini a vento che egli crede di combattere in onore di una Dulcinea che non importa se è opera della sua fantasia. Temi che mi ricordano questa poesia di Nazim Hikmet, ed è normale così, perché gli esuli, i migranti, i perseguitati, gli on the road, sono da sempre plasmati nella sensibilità dal loro status di inguaribili cercatori di un mondo che non c'è, eppure si lascia intravedere attraverso numerosi segni… erranti.

Benvenuta

Benvenuta dentro casa mia
sei entrata nel mio spazio intimo
spazio dove custodisco il mio pensiero
nella profondità della mia mente.
Ti ho accolta con le braccia aperte
con il palmo delle mie mani
rivolte verso il cielo
sublime attesa

Benvenuta
adesso siamo fusi
in un unico corpo
in simbiosi
partiamo
in luoghi lontani
silenziosi

in pace
per sempre.

Chi volesse acquistare il volume deve rivolgersi all'autore che provvederà ad inviarglielo per posta. Infatti pur non essendo alla prima esperienza letteraria, Hamid ha dovuto stampare in proprio la raccolta, a causa della miopia delle case editrici.

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