giovedì 5 febbraio 2009

Samaritani

Siamo medici e infermieri, non siamo spie
Allora, tu non stai bene, vieni da me che sono un medico ed io:

  1. devo curarti;
  2. posso denunciarti alle autorità.

L'abrogazione dell'articolo 35 comma 5 del D.L. 25.7.1998, n. 286, che prevedeva che:
«L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano»
oltre ad essere una vigliaccata ributtante contraria ai diritti umani, rischia di mettere nei guai i dottori che non si avvarranno della facoltà di denunciare il clandestino, perché qualche denuncia per favoreggiamento dell'immigrazione vedrete che partirà, sì che partirà.

Nell'ipotesi che il clima sia tranquillo ed è veramente discrezionalità del medico denunciare o no, se tu medico denunci, allora sei veramente un pezzo di merda. Se non te lo dice il Papa, che è in altre faccende affaccendato, te lo dico io che andrai all'Inferno, proprio conficcato nel centro della Terra, dove Dante mette i traditori.

Nell'ipotesi che tu medico rischi qualcosa nel non denunciare, allora mi aspetto un grande movimento di obiezione di coscienza da parte degli ordini professionali, che se gli tocchi un privilegio fanno lobbying ad oltranza, ma se gli tocchi la deontologia di solito si scaldano molto meno. Se non lo fanno, allora davvero Dio è morto.

Qua siamo alla delazione, alle leggi razziali, al fascismo al nazismo e allo stalinismo quando un vicino di casa ti denunciava e tu venivi privato di tutti i diritti elementari.

Andate a cacare!

Il mio Pescatore versò il vino e spezzò il pane per chi diceva ho sete ho fame e basta.



2 commenti:

Sa ha detto...

Meraviglioso fabrizio e grande questa versione.
Come lui pochi, con la sua umanità e il suo concetto di giustizia e verità.
Ciao, un saluto
Sa

cheyenne ha detto...

Buona Giornata Pierangelo, in questi momenti bui la voce di Faber mi riscalda il cuore e la mente....
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Khorakane' Fabrizio De André e Ivano Fossati (a forza di essere vento)


Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane
per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare

Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso
qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura
nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Jugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio
lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio.

Čvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kašta
vašu ti baro nebo
avi ker.

kon ovla so mutavla
kon ovla
ovla kon aščovi
me ğava palan ladi
me ğava
palan bura ot croiuti.

In lingua romanes

http://www.youtube.com/watch?v=5KwmV9KhJ7o&feature=PlayList&p=C457393BDC27D823&playnext=1&playnext_from=PL&index=67