venerdì 24 ottobre 2014

Come vorrei



Come vorrei 
Vasco Rossi - Sono innocente - 2014

Al contrario di te
io non lo so
se è giusto così
comunque sia
io non mi muovo
io resto qui
sarebbe molto più semplice
per me
andare via
ma guardandomi in faccia
dovrei dirmi una bugia

Come vorrei
che fosse possibile
cambiare il mondo che c’è
ma mi dimentico che
dovrei vivere senza di te

Tu che ne sai
tu dici che
per te l’amore è così
sei scappata di casa giovane
e ormai sei qui
sarebbe molto più semplice
per te
se non fosse così
solo quando piangi ti ricordi
che sono qui

Come vorrei
che fosse possibile
cambiare il mondo che c’è
dimenticarmelo e
sarebbe facile
è che per farlo sai
prima di tutto dovrei
dovrei decidere se
so fare senza di te

lunedì 20 ottobre 2014

Come se non fossimo forestieri gli uni e gli altri


Dall'omelia di Paolo VI alla Santa Messa di mezzanotte 1968 al centro siderurgico Italsider di Taranto:
"Dite una cosa: trovate strano, allora, trovate anacronista, trovate nemico il messaggio del Vangelo qui dentro? non vi sono uomini vivi, uomini sofferenti, uomini bisognosi di dignità, di pace, di amore qui dentro, che non comprendono il pericolo d’essere ridotti ad esseri di una «sola dimensione», quella di strumenti, e che non si accorgono proprio qui (vogliamo dire nel cuore del mondo industriale in grande stile), dove il pericolo di questa disumanizzazione è maggiore, proprio qui il soffio del Vangelo, come ossigeno di vita degna dell’uomo, è più che mai al suo posto, e la presenza umile e amorosa di Cristo è più che mai necessaria?"

sabato 27 settembre 2014

Mano nella mano



Mano nella mano 
Sergio Cammariere - Mano nella mano - 2014

Proprio lì dove un giorno il mio cuore esiliato tornò
dopo aver provato dentro me ogni malinconia
seguo il mio cammino ed ancora non so
che sarà di me, di te, di tutti noi nel tempo

Proprio lì me ne andrò dove il cielo ha colori d’estate
dove il sole asciuga i miei vestiti e le tue labbra
come luci accese di notte le mie sigarette che bruciano l’anima
ed ora lo sai vengo a prenderti
perché non voglio più stare senza di te

E allora vedi amore io troverò il coraggio
di prenderti la mano e continuare ancora
su questa strada dove l’amore senza rumore ci troverà

E cerchi di spiegarlo ma non servirà
quello che hai dato un giorno indietro tornerà
e quando arriverà io lo saprò
milioni di sogni sospesi nel vento
forse con te liberarli potrò

Cerco di capire ma ancora non so, che farò
che sarà di me, di te, di tutti noi
ci sarà un perché
proprio lì me ne andrò dove tutto è già scritto da sempre
partiremo mano nella mano per un sogno ancor più grande
noi che siamo solo un istante d’amore infinito
nel vento che si agita
ma se le mie parole non bastano
se le cose che ora sento sono vere anche per te

E allora vedi amore io troverò il coraggio
e mano nella mano ci troveremo ancora
su questa strada dove l’amore senza parole ci troverà
e mano nella mano senza parlare
finché l’amore ci troverà

venerdì 5 settembre 2014

Siamo chi siamo



Siamo chi siamo 
Luciano Ligabue - Mondovisione - 2013

Conosco una ragazza di Torino
che ha un occhio mezzo vuoto e un occhio pieno
e parla sempre di partire
senza posti in cui andare
prendere soltanto il primo volo

Siamo chi siamo
siamo arrivati qui come eravamo
abbiamo parcheggiato fuori mano
si sente una canzone da lontano

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai a non aver capito
ma poi ci fu una distrazione
o forse fu un'insolazione
a dirmi non c'è niente da capire

Di tutte quelle strade
averne presa una
per tutti quegli incroci
nessuna indicazione
di tutte quelle strade
trovarsi a farne una
qualcuno ci avrà messi lì

Siamo chi siamo
un giorno c'era un doppio arcobaleno
un giorno ci hanno attaccati al seno
un giorno ci hanno rovesciato il vino
Siamo chi siamo
siamo arrivati qui come eravamo
abbiamo parcheggiato fuori mano
tu non chiamare più che ti richiamo

Conosco una ragazza di Salerno
che non ha mai tirato giù lo sguardo
non sa che cosa sia la pace
non dorme senza un po' di luce
ancora un altro segno della croce

Di tutte quelle strade
saperne solo una
nessuno l’ha già fatta
non la farà nessuno
per tutti quegli incroci
tirare a testa o croce
qualcuno ci avrà messi lì

Siamo chi siamo
il prezzo di una mela per Adamo
il tempo dell'ennesimo respiro
e gli anticorpi fatti col veleno
Siamo chi siamo
la nebbia agli irti colli forse sale
non ci si bagna nello stesso fiume
non si finisce mai di avere fame

Conosco le certezze dello specchio
e il fatto che da quelle non si scappa
e ogni giorno mi è più chiaro
che quelle rughe sono solo
i tentativi che non ho mai fatto

Siamo chi siamo
siamo arrivati qui come eravamo
si sente una canzone da lontano
potresti fare solo un po' più piano?

venerdì 22 agosto 2014

L'amore non esiste



L'amore non esiste 
Fabi Silvestri Gazzè - Il padrone della festa - 2014

L’amore non esiste è un cliché di situazioni
tra due che non son buoni ad annusarsi come bestie
finché il muro di parole che hanno eretto
resterà ancora fra loro a rovinare tutto.
L’amore non esiste è l’effetto prorompente
di dottrine moraliste sulle voglie della gente
è il più comodo rimedio alla paura
di non essere capaci a rimanere soli.
L’amore non ha casa, non ha un’orbita terrestre
non risponde ai più banali meccanismi tra le forze,
è un assetto societario in conflitto d’interesse
l’amore non esiste…

Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un’abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo.
Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste, esistiamo io e te.

L’amore se poi esiste è quest’idea di attaccamento
che ha l’uomo del mio tempo per le tante storie viste
non esiste fare i conti accontentarsi piano piano
di una vita mano nella mano.
L’amore non esiste è un ingorgo della mente
di domande mal riposte e di risposte non convinte
vuoi tu prendere per sposo questa libera creatura
finché Dio l’avrà deciso o solamente finché dura?

Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
e non c’è letteratura che ci sappia raccontare
i numeri da soli non riescono a spiegare
l’amore non esiste, esistiamo io e te.

Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste…

mercoledì 20 agosto 2014

Promise



Promise 
Tori Amos feat. Natashya "Tash" Lórien Hawley - Unrepentant Geraldines - 2014

Tori: Promise not to say

Tash: that you told me so
Promise not to say

Tori: that I'm getting too old

Tash: Promise not to take

Tori: never take your phone

Tash: I mean take their word

Tori: you mean over yours?
what I need to know, will you

Tash: Be there

Tori: Where the sun shines

Tash: I will be there

Tori: you are the light

Tash: that follows you everywhere

Tash and Tori: look for my love

Tash: where the sun shines
I will be there

Tori: will you

Tash: Promise not to judge

Tori: to judge who you love
I don't know if I…

Tash: Yes, make that Promise

Tori: whatever it is

Tash: can you hear the truth
if they accuse me

Tori: you think I'll doubt you?
what I need to know, will you

Tash: be there
when I am all alone

Tori: you're not alone

Tash: when I am broken down

Tori: we all break down

Tash: when every door is closed

Tori: there is one more

Tash: will you look for me?
I will rescue you
Prometti che non dirai

te l'avevo detto io
Promettimi che non dirai

che sto diventando troppo vecchia

Promettimi che non prenderai

non prenderai mai il tuo telefono

per dirmi le parole degli altri

invece delle tue.
Ho bisogno di sapere, che tu

sarai qui

dove splende il sole

io sarò qui

tu sei la luce

che ti segue sempre

cerca il mio amore

dove splende il sole
io sarò qui

davvero ci sarai?

Prometti di non giudicare

giudicare chi ami
Io non so se…

Sì, fai quella promessa

qualunque cosa succeda

tu puoi ascoltare la verità
se loro mi accusano

Pensi che dubiterò di te?
ciò che mi serve sapere, tu

sarai qui
quando sarò tutta sola

tu non sei sola

quando sono a pezzi

ci spezzeremo insieme

quando ogni porta è chiusa

ce n'è una in più

mi cercherai?
io ti salverò
traduzione mia

domenica 17 agosto 2014

Laddove crescevano i melograni



Laddove crescevano i melograni 
Pippo Pollina - L'appartenenza - 2014

Laddove crescevano i melograni c'era un profumo di erba bagnata
la primavera girava in carrozza e l'afa non era ancora arrivata.
E ci bastavano venti lire per rimediare un cono gelato
guadagnato nei pomeriggi a dissetare l'orto e il roseto.
Laddove crescevano i melograni ricordo ancora il posto segreto
dal quale spiavo gli operai cantare la pausa accanto a un roveto.
E deponevano oli e formaggi su una tovaglia fresca di lino
e la fragranza riempiva le mani fra le formiche e un bicchiere di vino.

E mi dicevo corri ragazzo che verrà giorno sarai come loro
e costruirci una casetta sarà in fondo come trovare un tesoro…

Laddove crescevano i melograni l'estate era una palla di fuoco
lo sguardo ingenuo delle ragazze stava cambiando poco a poco
e le osservavo senza capire il gioco suadente del sorriso
che ricamavano su quella bocca alito dolce di fiordaliso.
Laddove crescevano i melograni d'autunno con la tramontana
a portar da mangiare ai cani a digiuno da una settimana
ché all'uscita di scuola le facce mai viste prima di certa gente
che ci parlavan di pane e giustizia di lotta di classe di rabbia crescente.

E mi dicevo corri ragazzo che verrà un giorno sarai come loro
la rivoluzione che ci aspetta sarà in fondo come trovare un tesoro.

Laddove crescevano i melograni cadeva la neve di tanto in tanto
mentre i coltelli sporchi di sangue volavano come frecce nel vento.
Crollavano tutti come birilli attori prima dell'abbandono
lo stato in cravatta al funerale e un attimo prima a firmare il condono.
Laddove crescevano i melograni di rado arrivava il carnevale
mentre il corteo sfilava grasso brindavan la morte di ogni ideale
ed un trionfo di ballerine e di energumeni tatuati
Milano da bere e Roma da amare felici contenti e addormentati.

E mi dicevo corri ragazzo prima che il germe della vergogna
possa vincere il tuo disprezzo possa ubriacarti come una spugna
e mi dicevo corri fai in fretta prima che uccidano la fantasia
con una scatola usa e getta con un controllo di polizia.

Laddove crescevano i melograni ci torno ogni tanto di nascosto
a piangere l'uomo che non sono stato ad assaporare l'odore del mosto.
E sulle orme della sconfitta trovo un ritratto che mi appartiene
io non vi ho mai lasciato davvero tra i libri di scuola ali e catene.
E mi dico corri ragazzo arriverà il tempo dove ogni cosa
avrà il posto che gli compete e una rosa è una rosa è una rosa
e mi dico non ti fermare che questo viaggio che ti consola
ti accarezza come una madre come la scia di una lacrima sola.

domenica 10 agosto 2014

Sull'orlo



Sull'orlo 
Fiorella Mannoia - I treni a vapore - 1992
(testo e musica di Eugenio Finardi)

Sono qui seduta sull'orlo
di un mondo ch'è stato
con così tanto futuro
guardando il passato

Ricordi come frammenti
di una vita che è sfumata
nella luce di un nuovo giorno
ora mi sono svegliata

Oltre il punto di non ritorno
mi trovo cambiata
e non ho più bisogno
di essere come mi hai voluta

So bene ciò che voglio
e non è quello che sono stata
nella luce del nuovo sogno
in cui mi sono svegliata

E mi sento libera
così libera non sono mai stata
libera e forte come il vento
che adesso soffia sulla mia vita

Sto già volando oltre l'orlo
di un amore finito
bevendo da questo futuro
che oramai è già arrivato

E non mi sento più sola
non sono affatto spaventata
ora che ho un nuovo sogno
con cui mi sono svegliata

E mi sento libera
così libera non sono mai stata
libera e forte come l'acqua
che mi scorre tra le dita

sabato 26 luglio 2014

Canzone per Anna



Canzone per Anna 
Francesco Guccini - Quello che non… - 1990

La luce incerta della sera getta fantasmi ed ombre sulla tua finestra,
non pensi o non vorresti più pensare.
Bambine in fiore con sorrisi ambigui che lungo i colli si faranno cupi,
rincasano veloci per mangiare.

E tu, che hai già conosciuto questo gioco,
non sai più com'era in quel passato,
non sai se sorridere od urlare.

Non sei più bella come un tempo quando cercò il tuo corpo quello di un compagno,
dimmi se fu paura o fu piacere.
Ma adesso senti il tempo che ti abbraccia come qualcosa che ti segna in faccia,
che non si vede ma che sai d'avere

È come quel male a cui non si dà il nome,
un'ossessione circolare
fra la volontà ed il non potere.

Brandelli di canzoni, frasi e televisioni parlano dalle finestre aperte,
in un telegiornale qualcuno il bene o il male denuncia, auspica, avverte;
frasi del quotidiano ti sfiorano pian piano ed entrano senza toccarti
s'infilano negli angoli della tua casa suoni che tu non sai.

Un uomo in canottiera, dietro ad una ringhiera, innaffia dei fiori cittadini.
Un grido e un pianto acuto già spenti in un minuto segnalano tragedie di bambini,
odori di frittate e minestre riscaldate combattono lo smog di un diesel,
un fuoristrada assurdo che romba per partire e non va mai.

E tu sei sola sola sola sola, ti senti sola sola sola sola e pensi a un figlio temuto che ora non hai.
Ma dura un attimo quel tuo pensiero, atomo incerto in mezzo al falso e al vero,
per lasciar posto ai giorni che vivrai…

Niente "se" e "forse", fra le occasioni avute e perse
restano solo ore scomparse,
di certo hai solo quello che farai…

La luce incerta della sera fonde col buio che entra, e presto si confonde tutto,
come a chi guarda senza un fuoco;
la luce accendi e in viso si disegna forse un sorriso che le labbra spiega
come se fosse stato tutto un gioco…

Fa niente, danno in TV un programma intelligente,
ci vuole un tè aromatico e bollente
e poi che il sonno arrivi a poco a poco…


giovedì 24 luglio 2014

Teste di Modì

Oggi festeggiamo il trentennale del ritrovamento della "Modì 2", la falsa scultura di Modigliani ritrovata nel Fosso Reale di Livorno e scambiata per autentica da pubblico, esperti e critici d’arte, scolpita invece per scherzo da un gruppo di amici, con leggerezza, senza obiettivi filosofico-artistici. Per questo ho scritto una canzone sull’avvenimento e per questo oggi pubblico sul mio canale youtube il video ufficiale, all’interno del quale compaiono gli autori stessi della burla. Incontrarli e fare la loro conoscenza era un mio personale desiderio, covato da quando avevo 10 anni, età in cui li vidi in tv mentre ricreavano, davanti agli occhi basiti di tutta Italia, una scultura identica a quella ritrovata ed esposta nel museo.
Quello scherzo sublime inceppò, seppur involontariamente, i meccanismi del mondo dell’arte. Per tanti fu subito stizza, per me fu subito amore.
Caparezza

Teste di Modì 
Caparezza - Museica - 2014

Da giorni dragano il fondale del fosso reale,
per omaggiare con un trofeo,
Italiani,
luglio agosto mi pare,
gli occhi addosso alle pale,
cercano sculture di Amedeo Modigliani,
i giorni passano interi,
zero bassorilievi,
poi vedi qualcosa viene su,
Alleluja!
Tre teste incise su tre pietre,
scatti dal treppiede,
la tribù, esulta!
Gli esperti dicono che sì, quelle lì, sono di, di Modì!
Esporle qui, nel museo, di Amedeo, oggidì!
Dillo al TG!
Visitatori a frotte, personalità dotte, specialisti a corte, raccontano già frottole!
Perché vedete quelle teste nelle teche sono tre ciofeche fatte da studenti con il Black and Decker!

Sì, io voglio essere così,
come i ragazzi delle teste di Modì,
ed ogni volta che ti metto in crisi,
con i miei sorrisi puoi chiamarmi testa di!
Sì, io voglio essere così,
come i ragazzi delle teste di Modì,
prendermi gioco di ogni tua certezza,
ma con leggerezza,
come un colibrì!

Golden river Modigliani and please stand up,
questi fissano le teste ed hanno la Stendhal!
Ma che razza di sibille,
parlate troppo presto e siete senza pupille,
come i volti del maestro,
pazzi!
Sostenete il contrario del vero
quindi passi che le vostre carte
siano state battute da sassi.
Siete come il chiasso della folla indelicata
che a Parigi tratta la Gioconda come Lady Gaga.
"Monna Lisa!!! Mannaggia non si è girata!
Mmm… hai visto che pelle liscia e levigata?"
è un problema trito, fede e mito,
finché morte non ci separi tipo fede e dito.
Venerare teste rivoltate nel fango e nella torba
mentre Modigliani si sta rivoltando nella tomba.
Ho dieci anni ma mi piace l'arte varia,
più dell'uomo l'uomo ragno blocca mostri gambe in aria,
tolgo il suo poster per i miei nuovi eroi,
che mandano all'aria mostri con i blocchi di arenaria!

Sì, io voglio essere così,
come i ragazzi delle teste di Modì,
ed ogni volta che ti metto in crisi,
con i miei sorrisi puoi chiamarmi testa di!
Sì, io voglio essere così,
come i ragazzi delle teste di Modì,
prendermi gioco di ogni tua certezza,
ma con leggerezza,
come un colibrì!

sabato 19 luglio 2014

Lettera dalla Palestina

"Tempo fa lessi una lettera scritta da un soldato israeliano alla propria madre. Scriveva dalla prigione in cui era stato messo in quanto Shministim cioè obiettore di coscienza. Nella lettera il ragazzo cercava di spiegare alla madre i motivi del suo rifiuto a combattere. Mi piaceva raccontare questa storia."



Lettera dalla Palestina
Massimiliano D'Ambrosio - Novembre - 2012

Questo albero che non da frutti
di un colore vermiglio spento
dove ringhia feroce il vento
e che toglie il respiro a tutti.

Questi rami di umiliata pena
io li ho visti, madre, nelle case
dove entro e porto un temporale
che gli occhi dei bambini per sempre farà urlare

Ed io entro butto a terra tutto
strillo forte non mi sembro neanche io
questi specchi che distruggo
nel silenzio rumoroso di Dio.

Queste lacrime di argilla e fango
questa polvere che elimina i colori
queste donne barcollanti e in terra
me le porto, madre, nei polmoni.

Che se è vero che delle mie mani
resterà soltanto un suono
che sia il canto della luna in lontananza
e non il lampo, non la fiamma, non il tuono.

Chiudo gli occhi e non sento più niente
rassomiglia il mio rifiuto ad un addio
ed invece, madre, più semplicemente
questo non è il mestiere mio.

Questo albero che non da frutti
di un colore vermiglio spento
dove ringhia feroce il vento
e che toglie il respiro a tutti.

venerdì 4 luglio 2014

La ragazza è stata baciata



La ragazza è stata baciata 
Giorgio Faletti - Da quando a ora - 2012

La ragazza è stata baciata e non le sembra vero
le pare incredibile che lui l'abbia fatto, che sia capitato davvero
quel profumo di sciarpa e quell'umido d'acqua e quel gusto di lingua e tabacco
ed il cuore costretto che batteva nel petto con un suono di asfalto e di tacco

La ragazza è stata baciata ed ha sentito il mare
e per quanto è possibile crederci ancora ha sentito le gambe tremare
ed un senso di resa sulla strada di casa che vorrebbe tornar sui suoi passi
così forte da lasciare dei cerchi per terra come accade sull'acqua coi sassi

Non andatele a dire che il tempo fa certi scherzi da prete
che mentre sei teso su in alto
nel punto più appeso del salto ti toglie la rete
Non le dite nemmeno che gli angeli non frequentan la periferia
anche se qualche scritta sui muri talvolta promette che il cielo ci sia

Non andatele a dire Milano quanto è amara da bere
adesso che è tutto diverso
che quasi non serve la rete dovesse cadere
Non è il caso di dire che gli angeli non si incontrano in fondo alla via
proprio ora che persa per strada può sognare che uno ci sia

La ragazza è stata baciata e sulle labbra ha il miele
e capelli così tanti che spostati davanti il suo viso non si riesce a vedere
ed un giro di vita che contiene a fatica dentro a jeans sempre un po' troppo stretti
mentre adesso è sicura che a guardarsi allo specchio si ritrova due fianchi perfetti

domenica 15 giugno 2014

Lazzaro





Lazzaro 
Subsonica - 2014

Alzati e cammina per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro stamattina
e resuscita un pezzo alla volta la volontà
ora che sei un’emozione scaduta
ora che sei una certezza tradita
ora che sei un’ambizione svenduta
chiuso nel tuo sepolcro
quello che avevi oggi non vale più
hai studiato, creduto, lottato e sofferto
c’era un sorriso negli occhi che non c’è più
col futuro qualcuno ha giocato d’azzardo

alzati e cammina per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro
stamattina e resuscita un pezzo alla volta la volontà

ora sei una protesta ammaestrata
ora che sei una carezza svogliata
ora che sei una speranza piegata
chiuso nel tuo sepolcro

alzati e cammina
per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro
stamattina e resuscita un pezzo alla volta la volontà
un pezzo alla volta
un pezzo alla volta

se ci hai creduto oggi non c'è più
hai discusso sprecato amato sofferto
c'è un’ipoteca anche sulla tua dignità
nel crudele silenzio delle notti insonni

alzati e cammina
per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro
stamattina e resuscita un pezzo alla volta la volontà
un pezzo alla volta
un pezzo alla volta

c’era un volta e ora non c’è più
mentre l’unica che resta davvero sei tu

domenica 1 giugno 2014

I colori e gli odori dei mestieri


I colori dei mestieri

Io so i colori dei mestieri:
sono bianchi i panettieri,
s’alzano prima degli uccelli
e han la farina nei capelli;
sono neri gli spazzacamini,
di sette colori son gli imbianchini;
gli operai dell’officina
hanno una bella tuta azzurrina,
hanno la mani sporche di grasso:
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano nemmeno un dito,
ma il loro mestiere non è pulito.
Gli odori dei mestieri

Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d’olio la tuta dell’operaio,
di farina sa il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c’è buon odore.
I fannulloni, strano però,
non sanno di nulla e puzzano un po’.

Gianni Rodari - Filastrocche in cielo e in terra - 1960


sabato 17 maggio 2014