lunedì 8 dicembre 2014

Dentro me ti scrivo



Dentro me ti scrivo 
Mango - L'albero delle fate - 2007

E non esiste quell'attimo che ho perso
e scappa sempre con i tuoi vestiti addosso
e non esiste che è scontato che esistiamo
cosi com'è scontato che esiste la neve

E forse esisti tu paragrafo del cielo,
e allora esiste il cielo

E non esiste neanche l'alito del mondo,
e non esistono le stagioni e i cambi di umore
non esiste salvarmi dalle attitudini
e non esiste neanche l'amore

E forse esisti tu, paragrafo del cielo
e allora esiste il cielo

Perché a volte mi ritrovo a pensarti
quasi come se parlassi di te
perché a volte cerco perché a volte volo per te
ma non so se tutto questo è un confine
o uno spazio sempre nuovo per te
dentro me ti cerco, dentro me ti scrivo di te

E non esiste il tuo chiedermi scusa se t'amo
e non esiste il trattienimi l'anima
intanto che fuggo tra i vicoli del gioco e tu
sei già storia della mia storia

E forse esisti tu paragrafo del cielo
e allora esiste il cielo

Perché a volte mi ritrovo a pensarti
quasi come se parlassi di te
perché a volte cerco perché a volte volo per te
ma non so se tutto questo è un confine
o uno spazio sempre nuovo con te
dentro me ti cerco, dentro me ti scrivo di te

È luna crescente questa lacrima
tu sabbia e deserto giochi su di me

Perché a volte mi ritrovo a pensarti
quasi come se parlassi di te
perché a volte cerco perché a volte volo per te
ma non so se tutto questo è un confine
o uno spazio sempre nuovo per te
dentro me ti cerco, dentro me ti scrivo di te

dentro me ti cerco, dentro me ti scrivo di te.

domenica 7 dicembre 2014

Pre-occupazione

Giorni di ozio preoccupato, che trascorrono più lentamente del solito. Ho qualcosa da dire, ma non ho nessuno a cui dirla, costretto a subire questa condizione di mutismo da parte di chi, chiudendosi dentro, mi ha chiuso fuori.

E sì, penso proprio che le parole chiave di questa occupazione siano chiusura-paura, che poi è il contrario di apertura-coraggio. Mi conoscete poco bacchettone, perciò mi concederete di ricordarmi di un uomo polacco che quando incontrava i giovani li esortava invece dicendo loro "Non abbiate paura" e insisteva invitandoli: "Aprite, anzi, spalancate le porte". Invece porte chiuse, catenacci e lucchetti e la cosa incredibile è che vi siate chiusi dentro da soli. Troppa paura. Vi intravediamo quando passate davanti alle finestre, incappucciati come monache di clausura, per paura che da fuori possiamo riconoscere in quella sagoma in controluce Luca o Sabrina o Nicola. Fa rabbia ripensare a tutta quella fatica per imparare i vostri nomi, e, ora che finalmente li so, vorreste che non vi conosca più.

Quando ero molto piccolo, avevo un sogno ricorrente nel quale ero angosciato nel rimanere chiuso di notte in un edificio enorme e privo di vie di uscita, che sapevo essere la mia scuola elementare, la Balilla del quartiere Madonnella. Può essere che stavo frecato come e più di voi, ma ricordo anche che nei momenti di tristezza trovavo sollievo a nascondermi sotto un tavolo, facendo finta che lì nessuno sarebbe stato capace di trovarmi, surrogato povero della casa in cima all'albero che avevo visto in qualche trasmissione della tv dei ragazzi. Poi l'incubo è cessato, proprio quando, ormai adolescente, ho scoperto la strada, ho preso piano piano fiducia in me stesso e non ho sentito più il bisogno di nascondermi. Se vado a scomodare Freud, il sogno è la realizzazione di un desiderio, e rimanere chiuso in un posto è ricco di simbologie che ci riportano ai tempi d'oro della nostra gestazione, quando la mamma era tutta per noi. Voglia quindi di tornare lì, ma il senso di angoscia nasce dal disagio nell'intuire che il processo avviato quando siamo "venuti alla luce" è irreversibile e tornare indietro in quel buio umido e caldo significherebbe rinunciare alla vita così faticosamente conquistata.

Mentre state a scuola, spesso vi taggate in qualità di ospiti di un carcere minorile. Ogni volta che lo fate è come una pugnalata, io che volevo fare questo mestiere per sciogliere catene, per liberarvi da Savinuccio, dalla droga e da un destino già scritto.

Ma le prigioni più inespugnabili sono quelle che ci costruiamo da soli. Da quelle dovete evadere con le vostre energie. Posso soltanto continuare ad osservarvi da lontano e sperare che uno alla volta prendiate coscienza della forza che è in ciascuno di voi e incominciate ad affrontare il mondo a viso aperto.

venerdì 5 dicembre 2014

Noi non ci capiamo



Noi non ci capiamo
music and lyrics Cataldo Leone

Noi
io cerco la montagna e tu vuoi il mare
quando io ho fame tu non vuoi mangiare
tra noi non c'è complicità
a malapena si riesce anche a parlare
e poi tra noia e falsità
non c'è più colla che ci può riappiccicare

Si capiscono i cinesi con gli americani
forse pure i terrestri con i marziani
si capiscono un cattolico ed un musulmano
i sordomuti con i gesti della mano
e noi non ci capiamo

Noi
ci trasciniamo questa vita insieme
ci raccontiamo di volerci bene
ma perché buttarsi giù
se amore mai c'è stato
adesso non si vede
No io non insisto più
perché l'amore si può offrire
ma non si chiede

Si capiscono i danesi con i messicani
coi segnali di fumo le tribù di indiani
va d'accordo la mignotta con il parrocchiano
amici cane e gatto cosa c'è di strano
e noi non ci capiamo

Quanto fa paura la maledetta solitudine
che ci fa accettare ciò che ormai è inaccettabile
aggrappati con le unghie l'uno all'altra
per non cadere
per non morire

Si capiscono i cinesi con gli americani
forse pure i terrestri con i marziani
si capiscono un cattolico ed un musulmano
i sordomuti con i gesti della mano
e noi non ci capiamo
noi non ci capiamo
anche se ti amo
noi non ci capiamo
meglio se ci lasciamo

domenica 30 novembre 2014

Il rimedio la vita e la cura



Il rimedio la vita e la cura 
Chiara Galiazzo - Un giorno di sole - 2014
(testo e musica di Daniele Magro)

Il buio non è niente
son solo luci spente,
ma è pieno di intenzioni tradite,
occasioni sprecate
gettate via per niente.
E mi rivolgo a te a te,
che inconsapevolmente
luce sei e guida sicura, nel tempo riparo
dal gelo della gente.
Crolli pure la casa di gesso, non resti neanche il muro.
Ho soltanto da offrirti me stessa,
sarà un posto sicuro.

Mi hai chiamato in un giorno distratto,
Dio com'è strano non sono sicura,
ma col tempo ho capito il regalo:
tu sei il rimedio, la vita e la cura.

Niente no
sei tu tu quel niente,
perché non c'è cosa giusta o proibita
in questo schifo di vita
che mi piaccia come niente.
E nel tuo abbraccio ho trovato un riparo
dove mi sto scaldando,
e se io fossi la tua porta sul cielo,
tu la mia stanza nel mondo.

Mi hai chiamato in un giorno distratto,
Dio com'è strano non sono sicura,
ma col tempo ho capito il regalo:
tu sei il rimedio, la vita e la cura.
Sì la vita e la cura.

Tu sei
nello spazio sconfinato di una vita insieme,
la tua pelle è il mio confine e di questa nostra storia silenziosi e soli,
scriveremo poi la fine,
la fine.

Mi hai chiamato in un giorno distratto,
Dio com'è strano non sono sicura,
ma col tempo ho capito il regalo:
tu sei il rimedio, la vita e...
Mi hai chiamato in un giorno distratto,
tu mi hai chiamato in un giorno distratto,
tu sei il rimedio, la vita e la cura.
Sei il mio il rimedio, la vita e la cura.
Sì…

sabato 22 novembre 2014

Guerriero



Guerriero 
Marco Mengoni - - 2014

Elevo questa spada
alta verso il cielo
giuro sarò roccia contro il fuoco e il gelo
solo sulla cima attenderò i predoni
arriveranno in molti e solcheranno i mari
oltre queste mura troverò la gioia o forse la mia fine comunque sarà gloria
e non lotterò mai per un compenso lotto per amore lotterò per questo

Io sono un guerriero veglio quando è notte ti difenderò da incubi e tristezze
ti riparerò da inganni e maldicenze e ti abbraccerò per darti forza sempre
ti darò certezze contro le paure per vedere il mondo oltre quelle alture
non temere nulla io sarò al tuo fianco
come il mio mantello asciugherò il tuo pianto.

E amore mio grande amore che mi credi
vinceremo contro tutti e resteremo in piedi
e resterò al tuo fianco fino a che vorrai,
ti difenderò da tutto non temere mai
e amore mio grande amore che mi credi
vinceremo contro tutti e resteremo in piedi
e resterò al tuo fianco fino a che vorrai
ti difenderò da tutto non temere mai

Non temere il drago fermerò il suo fuoco niente può colpirti dietro questo scudo
lotterò con forza contro tutto il male e quando cadrò tu non disperare
per te io mi rialzerò

Io sono un guerriero e troverò le forze
lungo il tuo cammino sarò al tuo fianco mentre
ti darò riparo contro le tempeste e ti terrò per mano per scaldarti sempre
attraverseremo insieme questo regno
attenderò con te la fine dell’inverno
dalla notte al giorno
da occidente a oriente
io sarò con te e sarò il tuo guerriero

E amore mio grande amore che mi credi
vinceremo contro tutti e resteremo in piedi
e resterò al tuo fianco fino a che vorrai,
ti difenderò da tutto non temere mai
e amore mio grande amore che mi credi
vinceremo contro tutti e resteremo in piedi
e resterò al tuo fianco fino a che vorrai
ti difenderò da tutto non temere mai

Ci sarà una luce accesa e di speranze
e ti abbraccerò per darti forza sempre

Giuro sarò roccia contro il fuoco e il gelo
veglio su di te io sono il tuo guerriero

venerdì 14 novembre 2014

Lontano dagli occhi







Lontano dagli occhi
Sergio Endrigo, Mary Hopkin - 1969
Gianna Nannini - Hitalia - 2014 

Che cos’è?
C’è nell’aria qualcosa di freddo
che inverno non è
Che cos’è
questa sera i bambini per strada
non giocano più
Non so perché
l’allegria degli amici di sempre
non mi diverte più
Uno mi ha detto che

Lontano dagli occhi lontano dal cuore
e tu sei lontana lontana da me
Per uno che torna e ti porta una rosa
mille si sono scordati di te
Lontano dagli occhi lontano dal cuore
e tu sei lontana lontana da me

Ora so
che cos’è questo amaro sapore
che resta di te
Quando tu
sei lontana e non so dove sei
cosa fai dove vai
e so perché
non so più immaginare il sorriso
che c’è negli occhi tuoi
quando non sei con me

Lontano dagli occhi lontano dal cuore
e tu sei lontana lontana da me
Per uno che torna e ti porta una rosa
mille si sono scordati di te
Lontano dagli occhi lontano dal cuore
e tu sei lontana lontana da me


Altre cover di:



sabato 1 novembre 2014

Le parole perdute



Le parole perdute 
Fiorella Mannoia - Fiorella - 2014

Le parole perdute nascoste in fondo al cuore
aspettano in silenzio un giorno migliore
un lampo di coraggio per tornare in superficie
un tempo felice, un tempo felice

Ritrovare te stesso, senza avere vergogna
di ogni tuo sentimento, in questa grande menzogna
dell'uomo reso libero ma schiavo del profitto
e intanto il tempo passa, passa

Amami amore mio, sono parole semplici
amami amore mio, noi resteremo complici
amami amore mio, che il tempo corre in fretta
stringimi amore mio, tienimi stretta

E i sogni si allontanano, ce li portano via
i sogni si allontanano, ce li portano via
stringimi amore mio, che siamo ancora in tempo
amami amore mio, noi siamo ancora in tempo
noi siamo ancora in tempo

Le parole perdute hanno camminato tanto
oltre le apparenze in eterno movimento
tra quello che vorremmo e quello che dobbiamo
con l'anima in conflitto per quello che non siamo

Le parole vissute le ritrovi nelle strade
aspettano in silenzio le belle giornate
e un lampo di coraggio per tornare in superficie
un tempo felice, un tempo felice

Amami amore mio, sono parole semplici
amami amore mio, noi resteremo complici
amami amore mio, che il tempo corre in fretta
stringimi amore mio, tienimi stretta

Che i sogni si allontanano, ce li portano via
i sogni si allontanano, ce li portano via
stringimi amore mio, che siamo ancora in tempo
amami amore mio, noi siamo ancora in tempo
noi siamo ancora in tempo, noi siamo ancora in tempo
un tempo felice, felice

Amami amore mio, senza nessun rimpianto
amami amore mio, corriamo controvento
amami amore mio, voglio crederci ancora
stringimi amore mio, ritornerà l'aurora
ritornerà l'aurora, ritornerà l'aurora
un tempo felice, ritornerà l'aurora

venerdì 24 ottobre 2014

Come vorrei



Come vorrei 
Vasco Rossi - Sono innocente - 2014

Al contrario di te
io non lo so
se è giusto così
comunque sia
io non mi muovo
io resto qui
sarebbe molto più semplice
per me
andare via
ma guardandomi in faccia
dovrei dirmi una bugia

Come vorrei
che fosse possibile
cambiare il mondo che c’è
ma mi dimentico che
dovrei vivere senza di te

Tu che ne sai
tu dici che
per te l’amore è così
sei scappata di casa giovane
e ormai sei qui
sarebbe molto più semplice
per te
se non fosse così
solo quando piangi ti ricordi
che sono qui

Come vorrei
che fosse possibile
cambiare il mondo che c’è
dimenticarmelo e
sarebbe facile
è che per farlo sai
prima di tutto dovrei
dovrei decidere se
so fare senza di te

lunedì 20 ottobre 2014

Come se non fossimo forestieri gli uni e gli altri


Dall'omelia di Paolo VI alla Santa Messa di mezzanotte 1968 al centro siderurgico Italsider di Taranto:
"Dite una cosa: trovate strano, allora, trovate anacronista, trovate nemico il messaggio del Vangelo qui dentro? non vi sono uomini vivi, uomini sofferenti, uomini bisognosi di dignità, di pace, di amore qui dentro, che non comprendono il pericolo d’essere ridotti ad esseri di una «sola dimensione», quella di strumenti, e che non si accorgono proprio qui (vogliamo dire nel cuore del mondo industriale in grande stile), dove il pericolo di questa disumanizzazione è maggiore, proprio qui il soffio del Vangelo, come ossigeno di vita degna dell’uomo, è più che mai al suo posto, e la presenza umile e amorosa di Cristo è più che mai necessaria?"

sabato 27 settembre 2014

Mano nella mano



Mano nella mano 
Sergio Cammariere - Mano nella mano - 2014

Proprio lì dove un giorno il mio cuore esiliato tornò
dopo aver provato dentro me ogni malinconia
seguo il mio cammino ed ancora non so
che sarà di me, di te, di tutti noi nel tempo

Proprio lì me ne andrò dove il cielo ha colori d’estate
dove il sole asciuga i miei vestiti e le tue labbra
come luci accese di notte le mie sigarette che bruciano l’anima
ed ora lo sai vengo a prenderti
perché non voglio più stare senza di te

E allora vedi amore io troverò il coraggio
di prenderti la mano e continuare ancora
su questa strada dove l’amore senza rumore ci troverà

E cerchi di spiegarlo ma non servirà
quello che hai dato un giorno indietro tornerà
e quando arriverà io lo saprò
milioni di sogni sospesi nel vento
forse con te liberarli potrò

Cerco di capire ma ancora non so, che farò
che sarà di me, di te, di tutti noi
ci sarà un perché
proprio lì me ne andrò dove tutto è già scritto da sempre
partiremo mano nella mano per un sogno ancor più grande
noi che siamo solo un istante d’amore infinito
nel vento che si agita
ma se le mie parole non bastano
se le cose che ora sento sono vere anche per te

E allora vedi amore io troverò il coraggio
e mano nella mano ci troveremo ancora
su questa strada dove l’amore senza parole ci troverà
e mano nella mano senza parlare
finché l’amore ci troverà

venerdì 5 settembre 2014

Siamo chi siamo



Siamo chi siamo 
Luciano Ligabue - Mondovisione - 2013

Conosco una ragazza di Torino
che ha un occhio mezzo vuoto e un occhio pieno
e parla sempre di partire
senza posti in cui andare
prendere soltanto il primo volo

Siamo chi siamo
siamo arrivati qui come eravamo
abbiamo parcheggiato fuori mano
si sente una canzone da lontano

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai a non aver capito
ma poi ci fu una distrazione
o forse fu un'insolazione
a dirmi non c'è niente da capire

Di tutte quelle strade
averne presa una
per tutti quegli incroci
nessuna indicazione
di tutte quelle strade
trovarsi a farne una
qualcuno ci avrà messi lì

Siamo chi siamo
un giorno c'era un doppio arcobaleno
un giorno ci hanno attaccati al seno
un giorno ci hanno rovesciato il vino
Siamo chi siamo
siamo arrivati qui come eravamo
abbiamo parcheggiato fuori mano
tu non chiamare più che ti richiamo

Conosco una ragazza di Salerno
che non ha mai tirato giù lo sguardo
non sa che cosa sia la pace
non dorme senza un po' di luce
ancora un altro segno della croce

Di tutte quelle strade
saperne solo una
nessuno l’ha già fatta
non la farà nessuno
per tutti quegli incroci
tirare a testa o croce
qualcuno ci avrà messi lì

Siamo chi siamo
il prezzo di una mela per Adamo
il tempo dell'ennesimo respiro
e gli anticorpi fatti col veleno
Siamo chi siamo
la nebbia agli irti colli forse sale
non ci si bagna nello stesso fiume
non si finisce mai di avere fame

Conosco le certezze dello specchio
e il fatto che da quelle non si scappa
e ogni giorno mi è più chiaro
che quelle rughe sono solo
i tentativi che non ho mai fatto

Siamo chi siamo
siamo arrivati qui come eravamo
si sente una canzone da lontano
potresti fare solo un po' più piano?

venerdì 22 agosto 2014

L'amore non esiste



L'amore non esiste 
Fabi Silvestri Gazzè - Il padrone della festa - 2014

L’amore non esiste è un cliché di situazioni
tra due che non son buoni ad annusarsi come bestie
finché il muro di parole che hanno eretto
resterà ancora fra loro a rovinare tutto.
L’amore non esiste è l’effetto prorompente
di dottrine moraliste sulle voglie della gente
è il più comodo rimedio alla paura
di non essere capaci a rimanere soli.
L’amore non ha casa, non ha un’orbita terrestre
non risponde ai più banali meccanismi tra le forze,
è un assetto societario in conflitto d’interesse
l’amore non esiste…

Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un’abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo.
Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste, esistiamo io e te.

L’amore se poi esiste è quest’idea di attaccamento
che ha l’uomo del mio tempo per le tante storie viste
non esiste fare i conti accontentarsi piano piano
di una vita mano nella mano.
L’amore non esiste è un ingorgo della mente
di domande mal riposte e di risposte non convinte
vuoi tu prendere per sposo questa libera creatura
finché Dio l’avrà deciso o solamente finché dura?

Ma esistiamo io e te
e la nostra ribellione alla statistica
un abbraccio per proteggerci dal vento
l’illusione di competere col tempo
e non c’è letteratura che ci sappia raccontare
i numeri da soli non riescono a spiegare
l’amore non esiste, esistiamo io e te.

Io non ho la religiosa accettazione della fine
potessimo trovare altri sinonimi del bene
l’amore non esiste…

mercoledì 20 agosto 2014

Promise



Promise 
Tori Amos feat. Natashya "Tash" Lórien Hawley - Unrepentant Geraldines - 2014

Tori: Promise not to say

Tash: that you told me so
Promise not to say

Tori: that I'm getting too old

Tash: Promise not to take

Tori: never take your phone

Tash: I mean take their word

Tori: you mean over yours?
what I need to know, will you

Tash: Be there

Tori: Where the sun shines

Tash: I will be there

Tori: you are the light

Tash: that follows you everywhere

Tash and Tori: look for my love

Tash: where the sun shines
I will be there

Tori: will you

Tash: Promise not to judge

Tori: to judge who you love
I don't know if I…

Tash: Yes, make that Promise

Tori: whatever it is

Tash: can you hear the truth
if they accuse me

Tori: you think I'll doubt you?
what I need to know, will you

Tash: be there
when I am all alone

Tori: you're not alone

Tash: when I am broken down

Tori: we all break down

Tash: when every door is closed

Tori: there is one more

Tash: will you look for me?
I will rescue you
Prometti che non dirai

te l'avevo detto io
Promettimi che non dirai

che sto diventando troppo vecchia

Promettimi che non prenderai

non prenderai mai il tuo telefono

per dirmi le parole degli altri

invece delle tue.
Ho bisogno di sapere, che tu

sarai qui

dove splende il sole

io sarò qui

tu sei la luce

che ti segue sempre

cerca il mio amore

dove splende il sole
io sarò qui

davvero ci sarai?

Prometti di non giudicare

giudicare chi ami
Io non so se…

Sì, fai quella promessa

qualunque cosa succeda

tu puoi ascoltare la verità
se loro mi accusano

Pensi che dubiterò di te?
ciò che mi serve sapere, tu

sarai qui
quando sarò tutta sola

tu non sei sola

quando sono a pezzi

ci spezzeremo insieme

quando ogni porta è chiusa

ce n'è una in più

mi cercherai?
io ti salverò
traduzione mia

domenica 17 agosto 2014

Laddove crescevano i melograni



Laddove crescevano i melograni 
Pippo Pollina - L'appartenenza - 2014

Laddove crescevano i melograni c'era un profumo di erba bagnata
la primavera girava in carrozza e l'afa non era ancora arrivata.
E ci bastavano venti lire per rimediare un cono gelato
guadagnato nei pomeriggi a dissetare l'orto e il roseto.
Laddove crescevano i melograni ricordo ancora il posto segreto
dal quale spiavo gli operai cantare la pausa accanto a un roveto.
E deponevano oli e formaggi su una tovaglia fresca di lino
e la fragranza riempiva le mani fra le formiche e un bicchiere di vino.

E mi dicevo corri ragazzo che verrà giorno sarai come loro
e costruirci una casetta sarà in fondo come trovare un tesoro…

Laddove crescevano i melograni l'estate era una palla di fuoco
lo sguardo ingenuo delle ragazze stava cambiando poco a poco
e le osservavo senza capire il gioco suadente del sorriso
che ricamavano su quella bocca alito dolce di fiordaliso.
Laddove crescevano i melograni d'autunno con la tramontana
a portar da mangiare ai cani a digiuno da una settimana
ché all'uscita di scuola le facce mai viste prima di certa gente
che ci parlavan di pane e giustizia di lotta di classe di rabbia crescente.

E mi dicevo corri ragazzo che verrà un giorno sarai come loro
la rivoluzione che ci aspetta sarà in fondo come trovare un tesoro.

Laddove crescevano i melograni cadeva la neve di tanto in tanto
mentre i coltelli sporchi di sangue volavano come frecce nel vento.
Crollavano tutti come birilli attori prima dell'abbandono
lo stato in cravatta al funerale e un attimo prima a firmare il condono.
Laddove crescevano i melograni di rado arrivava il carnevale
mentre il corteo sfilava grasso brindavan la morte di ogni ideale
ed un trionfo di ballerine e di energumeni tatuati
Milano da bere e Roma da amare felici contenti e addormentati.

E mi dicevo corri ragazzo prima che il germe della vergogna
possa vincere il tuo disprezzo possa ubriacarti come una spugna
e mi dicevo corri fai in fretta prima che uccidano la fantasia
con una scatola usa e getta con un controllo di polizia.

Laddove crescevano i melograni ci torno ogni tanto di nascosto
a piangere l'uomo che non sono stato ad assaporare l'odore del mosto.
E sulle orme della sconfitta trovo un ritratto che mi appartiene
io non vi ho mai lasciato davvero tra i libri di scuola ali e catene.
E mi dico corri ragazzo arriverà il tempo dove ogni cosa
avrà il posto che gli compete e una rosa è una rosa è una rosa
e mi dico non ti fermare che questo viaggio che ti consola
ti accarezza come una madre come la scia di una lacrima sola.

domenica 10 agosto 2014

Sull'orlo



Sull'orlo 
Fiorella Mannoia - I treni a vapore - 1992
(testo e musica di Eugenio Finardi)

Sono qui seduta sull'orlo
di un mondo ch'è stato
con così tanto futuro
guardando il passato

Ricordi come frammenti
di una vita che è sfumata
nella luce di un nuovo giorno
ora mi sono svegliata

Oltre il punto di non ritorno
mi trovo cambiata
e non ho più bisogno
di essere come mi hai voluta

So bene ciò che voglio
e non è quello che sono stata
nella luce del nuovo sogno
in cui mi sono svegliata

E mi sento libera
così libera non sono mai stata
libera e forte come il vento
che adesso soffia sulla mia vita

Sto già volando oltre l'orlo
di un amore finito
bevendo da questo futuro
che oramai è già arrivato

E non mi sento più sola
non sono affatto spaventata
ora che ho un nuovo sogno
con cui mi sono svegliata

E mi sento libera
così libera non sono mai stata
libera e forte come l'acqua
che mi scorre tra le dita