giovedì 24 luglio 2014

Teste di Modì

Oggi festeggiamo il trentennale del ritrovamento della "Modì 2", la falsa scultura di Modigliani ritrovata nel Fosso Reale di Livorno e scambiata per autentica da pubblico, esperti e critici d’arte, scolpita invece per scherzo da un gruppo di amici, con leggerezza, senza obiettivi filosofico-artistici. Per questo ho scritto una canzone sull’avvenimento e per questo oggi pubblico sul mio canale youtube il video ufficiale, all’interno del quale compaiono gli autori stessi della burla. Incontrarli e fare la loro conoscenza era un mio personale desiderio, covato da quando avevo 10 anni, età in cui li vidi in tv mentre ricreavano, davanti agli occhi basiti di tutta Italia, una scultura identica a quella ritrovata ed esposta nel museo.
Quello scherzo sublime inceppò, seppur involontariamente, i meccanismi del mondo dell’arte. Per tanti fu subito stizza, per me fu subito amore.
Caparezza

Teste di Modì 
Caparezza - Museica - 2014

Da giorni dragano il fondale del fosso reale,
per omaggiare con un trofeo,
Italiani,
luglio agosto mi pare,
gli occhi addosso alle pale,
cercano sculture di Amedeo Modigliani,
i giorni passano interi,
zero bassorilievi,
poi vedi qualcosa viene su,
Alleluja!
Tre teste incise su tre pietre,
scatti dal treppiede,
la tribù, esulta!
Gli esperti dicono che sì, quelle lì, sono di, di Modì!
Esporle qui, nel museo, di Amedeo, oggidì!
Dillo al TG!
Visitatori a frotte, personalità dotte, specialisti a corte, raccontano già frottole!
Perché vedete quelle teste nelle teche sono tre ciofeche fatte da studenti con il Black and Decker!

Sì, io voglio essere così,
come i ragazzi delle teste di Modì,
ed ogni volta che ti metto in crisi,
con i miei sorrisi puoi chiamarmi testa di!
Sì, io voglio essere così,
come i ragazzi delle teste di Modì,
prendermi gioco di ogni tua certezza,
ma con leggerezza,
come un colibrì!

Golden river Modigliani and please stand up,
questi fissano le teste ed hanno la Stendhal!
Ma che razza di sibille,
parlate troppo presto e siete senza pupille,
come i volti del maestro,
pazzi!
Sostenete il contrario del vero
quindi passi che le vostre carte
siano state battute da sassi.
Siete come il chiasso della folla indelicata
che a Parigi tratta la Gioconda come Lady Gaga.
"Monna Lisa!!! Mannaggia non si è girata!
Mmm… hai visto che pelle liscia e levigata?"
è un problema trito, fede e mito,
finché morte non ci separi tipo fede e dito.
Venerare teste rivoltate nel fango e nella torba
mentre Modigliani si sta rivoltando nella tomba.
Ho dieci anni ma mi piace l'arte varia,
più dell'uomo l'uomo ragno blocca mostri gambe in aria,
tolgo il suo poster per i miei nuovi eroi,
che mandano all'aria mostri con i blocchi di arenaria!

Sì, io voglio essere così,
come i ragazzi delle teste di Modì,
ed ogni volta che ti metto in crisi,
con i miei sorrisi puoi chiamarmi testa di!
Sì, io voglio essere così,
come i ragazzi delle teste di Modì,
prendermi gioco di ogni tua certezza,
ma con leggerezza,
come un colibrì!

sabato 19 luglio 2014

Lettera dalla Palestina

"Tempo fa lessi una lettera scritta da un soldato israeliano alla propria madre. Scriveva dalla prigione in cui era stato messo in quanto Shministim cioè obiettore di coscienza. Nella lettera il ragazzo cercava di spiegare alla madre i motivi del suo rifiuto a combattere. Mi piaceva raccontare questa storia."



Lettera dalla Palestina
Massimiliano D'Ambrosio - Novembre - 2012

Questo albero che non da frutti
di un colore vermiglio spento
dove ringhia feroce il vento
e che toglie il respiro a tutti.

Questi rami di umiliata pena
io li ho visti, madre, nelle case
dove entro e porto un temporale
che gli occhi dei bambini per sempre farà urlare

Ed io entro butto a terra tutto
strillo forte non mi sembro neanche io
questi specchi che distruggo
nel silenzio rumoroso di Dio.

Queste lacrime di argilla e fango
questa polvere che elimina i colori
queste donne barcollanti e in terra
me le porto, madre, nei polmoni.

Che se è vero che delle mie mani
resterà soltanto un suono
che sia il canto della luna in lontananza
e non il lampo, non la fiamma, non il tuono.

Chiudo gli occhi e non sento più niente
rassomiglia il mio rifiuto ad un addio
ed invece, madre, più semplicemente
questo non è il mestiere mio.

Questo albero che non da frutti
di un colore vermiglio spento
dove ringhia feroce il vento
e che toglie il respiro a tutti.

venerdì 4 luglio 2014

La ragazza è stata baciata



La ragazza è stata baciata 
Giorgio Faletti - Da quando a ora - 2012

La ragazza è stata baciata e non le sembra vero
le pare incredibile che lui l'abbia fatto, che sia capitato davvero
quel profumo di sciarpa e quell'umido d'acqua e quel gusto di lingua e tabacco
ed il cuore costretto che batteva nel petto con un suono di asfalto e di tacco

La ragazza è stata baciata ed ha sentito il mare
e per quanto è possibile crederci ancora ha sentito le gambe tremare
ed un senso di resa sulla strada di casa che vorrebbe tornar sui suoi passi
così forte da lasciare dei cerchi per terra come accade sull'acqua coi sassi

Non andatele a dire che il tempo fa certi scherzi da prete
che mentre sei teso su in alto
nel punto più appeso del salto ti toglie la rete
Non le dite nemmeno che gli angeli non frequentan la periferia
anche se qualche scritta sui muri talvolta promette che il cielo ci sia

Non andatele a dire Milano quanto è amara da bere
adesso che è tutto diverso
che quasi non serve la rete dovesse cadere
Non è il caso di dire che gli angeli non si incontrano in fondo alla via
proprio ora che persa per strada può sognare che uno ci sia

La ragazza è stata baciata e sulle labbra ha il miele
e capelli così tanti che spostati davanti il suo viso non si riesce a vedere
ed un giro di vita che contiene a fatica dentro a jeans sempre un po' troppo stretti
mentre adesso è sicura che a guardarsi allo specchio si ritrova due fianchi perfetti

domenica 15 giugno 2014

Lazzaro





Lazzaro 
Subsonica - 2014

Alzati e cammina per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro stamattina
e resuscita un pezzo alla volta la volontà
ora che sei un’emozione scaduta
ora che sei una certezza tradita
ora che sei un’ambizione svenduta
chiuso nel tuo sepolcro
quello che avevi oggi non vale più
hai studiato, creduto, lottato e sofferto
c’era un sorriso negli occhi che non c’è più
col futuro qualcuno ha giocato d’azzardo

alzati e cammina per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro
stamattina e resuscita un pezzo alla volta la volontà

ora sei una protesta ammaestrata
ora che sei una carezza svogliata
ora che sei una speranza piegata
chiuso nel tuo sepolcro

alzati e cammina
per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro
stamattina e resuscita un pezzo alla volta la volontà
un pezzo alla volta
un pezzo alla volta

se ci hai creduto oggi non c'è più
hai discusso sprecato amato sofferto
c'è un’ipoteca anche sulla tua dignità
nel crudele silenzio delle notti insonni

alzati e cammina
per scoprire di essere vivo come non mai
Lazzaro
stamattina e resuscita un pezzo alla volta la volontà
un pezzo alla volta
un pezzo alla volta

c’era un volta e ora non c’è più
mentre l’unica che resta davvero sei tu

domenica 1 giugno 2014

I colori e gli odori dei mestieri


I colori dei mestieri

Io so i colori dei mestieri:
sono bianchi i panettieri,
s’alzano prima degli uccelli
e han la farina nei capelli;
sono neri gli spazzacamini,
di sette colori son gli imbianchini;
gli operai dell’officina
hanno una bella tuta azzurrina,
hanno la mani sporche di grasso:
i fannulloni vanno a spasso,
non si sporcano nemmeno un dito,
ma il loro mestiere non è pulito.
Gli odori dei mestieri

Io so gli odori dei mestieri:
di noce moscata sanno i droghieri,
sa d’olio la tuta dell’operaio,
di farina sa il fornaio,
sanno di terra i contadini,
di vernice gli imbianchini,
sul camice bianco del dottore
di medicine c’è buon odore.
I fannulloni, strano però,
non sanno di nulla e puzzano un po’.

Gianni Rodari - Filastrocche in cielo e in terra - 1960


sabato 17 maggio 2014

domenica 11 maggio 2014

Il grano del sepolcro

È cigliato nello stipo il grano
del sepolcro per Gesù bendato.
Verrà giugno, morirà anche mia madre,
voglio portarle spighe spigolate
dentro il suo scialle sacro
che per altro non avrò toccato.
Allora la casa sarà la via che mi mantiene:
non morire, mamma mia, che ti vorrò più bene.

(Rocco Scotellaro - È fatto giorno. 1940-1953)

giovedì 1 maggio 2014

Sottosopra



Sottosopra 
Gianmaria Testa - Vita mia - 2011

molto di più della terra sotto i piedi
qui mi mancano le voci e la città
e poi mi manchi tu che non ti vedo più
da quando sono qua

siamo saliti prima che finisse il turno
sopra il tetto della fabbrica a guardare
se dall’alto si vedesse finalmente
chi ci ha fatto licenziare

il primo giorno se n’è andato quasi in fretta
noi di sopra e gli altri sotto a questionare
ma di chi sono quelle facce sopra il tetto
e che cos’hanno da guardare

poi è arrivata sventolando la volante
e un bambino ha salutato da un balcone
prima che facesse notte si è piazzata
la televisione

no, non scendo
e non mi tira giù
neanche la tivù
no, non scendo
e vacci pure tu
davanti alla tivù

come passanti quando all’improvviso piove
stipati all’unico riparo di un portone
quelli di sotto si schiacciavano davanti
all’occhio della trasmissione

-io sopra il tetto ci ho rimasto anche un parente-
-per me la colpa è la delocalizzazione-
tutti volevano il microfono per dire qualche cosa
alla televisione

e mentre il buio si calava per le strade
e sui cancelli e le ringhiere di Torino
e si era spenta anche la luce del balcone
dove c’era quel bambino

sabato 26 aprile 2014

L'ovvio





L'ovvio 
Frankie hi-nrg MC - Essere umani - 2014

L'ovvio fin da subito, prima d'ogni cosa, ovvio come i fiocchi, ovvio come il rosa, ovvio come le allusioni erotiche, ovvie quanto il nome con le consonanti esotiche. Ovvio che sai già che nella vita sarai madre di maschi, sposa di maschi, amante di maschi e comunque sarai sempre raccontata da maschi, con meno fantasia dei pastori tedeschi. L'ovvio, sempre l'ovvio, fondamentalmente l'ovvio, la fuga da ogni dubbio: dentro le canzoni ti sussurrano l'ovvio, ti danno le istruzioni per vestire il tuo doppio, ti dicono le marche, ti elencano i modelli, così vuoi sempre quelli perché sono i più belli. Ti dicono "per sempre", ma intendono "per ora": ti dicono l'ovvio, di quell'ovvio che innamora.

Ridi se ti dicono l'ovvio / tremi e t'emozioni se ti dicono l'ovvio
il cuore batte forte se ti dicono l'ovvio
questo perché, baby, hai l'ovvio: baby, hai l'ovvio. (X 2)

L'ovvio come l'unica ragione, come una religione, l'ovvio dei popoli anche a colazione. La razione d'ovvietà la danno presto, danno su danno, per tutto il palinsesto: ovvio che parlare delle angosce non deprima, ovvio che se fai veder le cosce arrivi prima, ovvio che quest'anno vada il viola, ovvio che un bidello ti faccia il doposcuola. E tu li imiti portando ai limiti le relazioni coi tuoi simili, giustifichi gli atteggiamenti orribili, elimini il contraddittorio solo col volume: un'opinione vale solamente se è comune. Giri ed è importante che in mezzo alla gente tu ti senta presente ed emozioni, mentre te la tiri svogliatamente e non metti mai niente che non possa attirare attenzioni.

Ridi se ti dicono l'ovvio / tremi e t'emozioni se ti dicono l'ovvio
il cuore batte forte se ti dicono l'ovvio
questo perché, baby, hai l'ovvio: baby, hai l'ovvio. (X 2)

Sai che dipende da te la direzione da prendere: ascolta il cuore prima di scegliere. Abbi presente chi sei e per chi sei imprescindibile, il resto son chiacchiere. Sono chiacchiere sui soldi per i vizi, per gli sfizi, per gli spritz ed i servizi; chiacchiere su nome di lui spazio nome di lei spazio m'amerà mai, spazio vuoto fra i tuoi. Vuoti che si riempiono con la personalità, non esiste antidoto, non esiste formula. Questo è il tuo momento, non sei più la prossima. Non aver paura e guardati: sei bellissima.

Ridi se ti dicono l'ovvio / tremi e t'emozioni se ti dicono l'ovvio
il cuore batte forte se ti dicono l'ovvio
questo perché, baby, hai l'ovvio: baby, hai l'ovvio. (X 4)

martedì 1 aprile 2014

Eva non è ancora nata



Eva non è ancora nata  
Giorgio Gaber - Polli d'allevamento - 1978



Che strano
non sa neanche cuocere due uova
e poi la vedo quando studia
coi capelli corti e le sue passioni
e avverto il senso di una donna nuova.

Però se guardo in certe strane discrepanze
allora non capisco e mi spavento
com’è insensata misteriosa e buffa
la sua scelta
di un paio di sandali d’argento.

Come sono giusti gli uomini
coi loro indumenti maschili
con le loro camicie e le loro scarpe.

Come son giusti gli uomini
l’impegno civile e le idee
l’odore di tabacco inglese e la barba rasata
e Eva non è ancora nata.

Come son giusti gli uomini
che sanno giocare a biliardo
che fanno i commenti sull’ultima partita

Sono affezionatissimi
alle loro innocenti manie
e parlano alla propria donna
con aria annoiata
e Eva non è ancora nata

Noi abbiamo fatto del nostro meglio
per peggiorare il mondo
noi così cortesi così lontani
due secoli di baciamani

Come son giusti i giovani
insieme alle loro ragazze
coscienti che questa polemica è superata.

Come son più sensibili
di fronte a una nuova realtà
le idee sono buone ma la costola è malandata
e Eva non è ancora nata.

Che strano
non capisco un sandalo d’argento
e non capisco certe irrequietezze
che non mi appartengono e che non amo
può anche darsi che ci sia qualcosa
forse il sintomo di un mutamento
aspettiamo.

domenica 30 marzo 2014

Concentrati, per fare tutto con amore

Nell'esperienza di insegnante viviamo la frustrazione quotidiana di incontrare giovani che non interagiscono con te come dovrebbero, anche se tu sei sicuro in coscienza che sei diventato il prof che avresti sempre desiderato avere, quello che propone contenuti interessanti con metodi innovativi, cose che farebbero saltare dalla sedia un moribondo.
Eppure bisogna continuamente riattirare l'attenzione, con uno spreco di energie che sarebbe stato meglio poter canalizzare nella gestione del dialogo educativo. Strani figuri minorenni escono ogni giorno dal letto caldo, prendono i mezzi pubblici e raggiungono cupi edifici scolastici per poi trascorrere cinque ore a polpastrellare un touch screen a volte senza neppure sfilare gli auricolari, considerando l'educatore, ma a volte anche il compagno di banco, come un oggetto di arredamento piuttosto che come un interlocutore. Tanto sarebbe valso restarsene a casa. Ah, se le mamme domandassero al ritorno a casa: "Che cosa hai fatto a scuola oggi?", come sarebbe veritiera quella risposta del bambino della pubblicità: "Niente!". E invece bisognerebbe avere il coraggio di intavolare una relazione, perché qualsiasi contatto con l'ambiente circostante mi farebbe tornare a casa leggermente diverso da come ero stamattina quando sono uscito. Purché ci si metta la concentrazione.

Massimo Troisi in "Scusate il ritardo" pretendeva di stare "a letto" con la propria donna ascoltando in sottofondo la radiocronaca della partita del Napoli.



Ma già Eric Fromm, in "L'arte di amare" (1957) ci ha spiegato una volta per tutte che "esser capaci di concentrarsi… è una condizione precisa per l’arte di Amare" (vedi qui il testo integrale).

Paradossalmente, la disponibilità di mezzi tecnologici orientati alla telecomunicazione, piuttosto che avvicinare i distanti, allontana i vicini, fa regredire l'uomo ad "animale asociale" e chiude ciascuno in una bolla autistica, una vera e propria prigione di autoreferenzialità.

Arriva perciò il momento il cui bisogna avere il coraggio di spegnere ciò che ci impedisce di concentrarci nel fare bene quello che stiamo facendo. Spegnere per riaccendere (o per ricominciare ad eccitarci, nel doppio senso dell'inglese, o a imprisciarci, nell'intraducibile espressione barese), come ben proposto da questo spot.




Anche su Panetti Style

sabato 22 marzo 2014

Non è vero mai



Non è vero mai 
Bianca Atzei & Alex Britti - 2014

Nonostante stanotte
nonostante la filosofia
rimane qualcosa di intenso
nonostante sei andato via

nonostante la gente
si accontenta di quello che ha
io non mi accontento di niente
io mi accontento se tu resti qua

Adesso vai
e l’hai deciso tu

Nonostante i momenti
che sembravano non finissero mai
siamo due deficienti
quei due che non sbagliano mai

Adesso vai se l’hai deciso tu

E io che parlo parlo ma non è vero

ma non è vero mai
intanto i giorni passano passano
non è vero mai
milioni di parole sciolte al sole casomai
che i sogni non finissero

Nonostante riprendi le tue cose, le porti con te
nonostante che piangi, io non so se tu piangi per me
se per tutte le cose ci fosse un punto di stabilità
sarebbe un mondo perfetto
sarebbe che tu resti qua

E invece vai e l’hai deciso tu

Ed io che io parlo parlo ma non è vero mai
Intanto i giorni passano
non è vero mai
milioni di parole sciolte al sole casomai
che i sogni non finissero

Non è vero nonostante i miei dubbi
nonostante all’inizio
sia quel che sia
Nonostante tutto
Nonostante che un giorno mi ha detto "Amore andiamo via da qua"
Io ci credevo sul serio
mi fidavo di te
mi sembrava davvero volessi stare con me
ma avevi altri programmi
nonostante la notte avevi altri emozioni

Non è vero mai
intanto i giorni passano
non è vero mai
milioni di parole sciolte al sole casomai
che i sogni non finissero

Se per tutte le cose ci fosse un punto di stabilità
sarebbe un mondo perfetto
sarebbe che tu resti qua

domenica 16 marzo 2014

Sempre sarai



Sempre sarai
Moreno feat. Fiorella Mannoia - Incredibile - 2014 


Questo vecchio cortile ha un cancello sbiadito
una scritta sul muro che mi ricorda qualcosa
una strada che porta alla mia vecchia scuola
una moto che passa come un pensiero di fretta
se fossi ancora qui con me ti farei vedere io
che la lezione d’amore che mi hai insegnato
l’ho imparata bene

Ripenso alla tua storia nella mia memoria
riaffiorano i ricordi e mi lasciano nodi in gola
se ti consola sai qui non cambiano gli odori
i sapori, al massimo i negozi, i gestori
e per un sacco di fattori
non capivo i tuoi esempi, i problemi frequenti
che c’erano ai tuoi tempi
il dolore è una lezione
che ho imparato con l’amore
beato chi ne gode
chi del cuore ha il suo custode

sempre sarai nella tasca destra in alto
in un passo stanco dentro un salto in alto
che mette i brividi
per sempre sarai in un sorriso inaspettato
in un appuntamento col mio destino

Tengo una tua foto nella tasca destra della giacca
sarai diventato matto mai l’avessi persa
anche se solo un’immagine
in un indumento avverto che ti avrò
se mi sento più coperto
conservo quello che mi ha detto
i tuoi consigli
lo dirò ai miei figli di non cercare appigli
e non mollare mai
non riuscirò a dire quanto bene gli vorrai

Sempre sarai…

Io che molto spesso mi perdo
e cerco un tuo gesto
inaspettato, innato
riflesso, incondizionato
un qualcosa che non si vede
non si sente
non riesco ad percepire
mi proteggerà per sempre
certe decisioni non le posso prendere
il mio stato d’animo
mi hai fatto crescere in un attimo
abbi cura di splendere.

Sempre sarai…

Incredibile - Moreno

sabato 8 marzo 2014

A mano a mano



A mano a mano
Rino Gaetano / Riccardo Cocciante - Qconcert (1981)
dai titoli di coda di Allacciate le cinture

A mano a mano ti accorgi che il vento
ti soffia sul viso e ti ruba un sorriso
la bella stagione che sta per finire
ti soffia sul cuore e ti ruba l'amore

A mano a mano si scioglie nel pianto
quel dolce ricordo sbiadito dal tempo
di quando vivevi con me in una stanza
non c'erano soldi ma tanta speranza

E a mano a mano mi perdi e ti perdo
e quello che è stato mi sembra più assurdo
di quando la notte eri sempre più vera
e non come adesso nei sabato sera…
Ma… dammi la mano e torna vicino
può nascere un fiore nel nostro giardino
che neanche l'inverno potrà mai gelare
può crescere un fiore da questo mio amore per te

E a mano a mano vedrai con il tempo
lì sopra il suo viso lo stesso sorriso
che il vento crudele ti aveva rubato
che torna fedele
l'amore è tornato…

Ma… dammi la mano e torna vicino
può nascere un fiore nel nostro giardino
che neanche l'inverno potrà mai gelare
può crescere un fiore da questo mio amore per te


sabato 8 febbraio 2014

Non mi dimentico



Non mi dimentico
Il Cile - Braccialetti rossi - 2014

Non mi dimentico di chi non sa parlare,
ma ti raccoglie i fogli buoni dal cestino.
Non mi dimentico di quello che sembriamo,
ma tu ricordami, ricordami chi sono.
E aiutami a trovare un senso
a quello che vedere non mi basta.
Aiutami a trovare un senso
a tutto quello che non ha risposta.

E io di te non mi dimentico un bel niente,
nemmeno oggi che si svuota il temporale,
e credo ancora al tuo sorriso micidiale.

Non mi dimentico di un patto a bassa voce,
io così stupido e tu così felice.
In equilibrio sullo stesso marciapiede,
io amavo tutto, tu solo me, come si deve.
Ci diamo ancora strani appuntamenti,
la stessa ora, ma in giorni differenti.

Ma io di te non mi dimentico un bel niente,
nemmeno oggi che si svuota il temporale.
E penso al viaggio, quello che avevamo in mente,
al tuo silenzio e al tuo sorriso micidiale.
Guarda che è, guarda che è questo orizzonte,
proprio stasera che si svuota il temporale.
Ma io di te non mi scordo, e meno male.

E penso al viaggio, quello che avevamo in mente,
al tuo silenzio e al tuo sorriso micidiale.
Guarda che è, guarda che è tutto questo niente.
Tutto questo niente.