Quello che ascoltate all'orecchio, dìtelo sui tetti What you hear whispered in your ear, shout to others upon the housetops Ce qui vous est dit à l'oreille, prêchez-le sur les toits Was ihr hört in das Ohr, das predigt auf den Dächern O que vos segredo aos ouvidos, gritem-no dos terraços! O que se les susurra al oído, proclámenlo desde las azoteas
Dici che mi vuoi
perciò mi avrai
Dici che ne sai
e poi si sa
Che è tanto facile
è tanto facile
adesso che non c'è più lei
E' tanto facile
adesso è facile
sapere cosa vuoi
Capire cosa sei
Ma ti ho aspettato e scopro che sei già passato
dentro me
So che tu mi vuoi
Prendimi se puoi
E dici che ne sai
E poi mi va
Adesso è facile
è tanto facile
e adesso che non c'è più lui
è tanto facile
è solo facile
Capire cosa c'è
O dirsi che non c'è
Ricominciare a vivere con me
per te
E adesso è facile
è tanto facile
Davvero splendidi io e te
Adesso è facile
è tanto facile
Capire cosa c'è
e amare quel che c'è
Ricominciare a vivere per me
con te
Ricominciare a vivere per me
Giuseppe è un mio ex studente, non l'ho riempito di testa io, lo giuro; ora fa l'Università, quando era alle superiori era "strano" come dovrebbe esserlo chiunque si accorge che non è uguale a nessun altro. Io stasera me ne vado a dormire contento, pensando alla differenza tra una testa ben piena ed una testa ben fatta.
È vero. Il Vangelo non ci dice nulla del volto di Maria. Come, del resto, non ci dice nulla del volto di Gesù.
Forse è meglio. Così a nessuno di noi viene tolta la speranza di sentirsi dire un giorno, magari da un arcangelo di passaggio: «Lo sai che a tua madre e a tuo fratello rassomigli tanto?».
Maria, comunque, doveva essere bellissima. Non parlo solo della sua anima.
La quale, senza neppure l'ombra del peccato, era limpida a tal punto che Dio vi si specchiava dentro. Come le montagne eterne che, lì sulle Alpi, si riflettono nella immobile trasparenza dei laghi.
Parlo, anche, del suo corpo di donna.
La teologia, quando arriva a questo punto, sembra sorvolare sulla bellezza fisica di lei.
La lascia celebrare ai poeti: «Vergine bella, che di sol vestita, coronata di stelle, al sommo Sole piacesti sì che in te sua luce ascose…».
La affida alle canzoni degli umili: «Mira il tuo popolo, o bella Signora…».
O alle allusioni liturgiche del Tota pulchra. Tutta bella sei, o Maria. Sei splendida, cioè, nell'anima e nel corpo!
Essa però, la teologia, non va oltre. Non si sbilancia. Tace sulla bellezza umana di Maria. Forse per pudore. Forse perché paga di aver speso tutto speculando sul fascino soprannaturale di lei. Forse perché debitrice a diffidenze non ancora superate circa la funzione salvifica del corpo. Forse perché preoccupata di ridurre l'incanto di lei a dimensioni naturalistiche, o timorosa di dover pagare il dazio ai miti dell'eterno femminile.
Eppure, non dovrebbe essere difficile trovare nel Vangelo la spia rivelatrice della bellezza corporea di Maria. C'è una parola greca molto importante, carica di significati misteriosi che non sono stati ancora per intero esplicitati. Questa parola, che fonda sostanzialmente tutta la serie dei privilegi soprannaturali della fanciulla di Nazareth, risuona nel saluto dell'angelo: «Kecharitomène». Viene tradotta con l'espressione «Piena di grazia». Ma non potrebbe trovare il suo equivalente in "graziosissima", con allusioni evidenti anche all'incantevole splendore del volto umano di lei?
Credo proprio di sì. E senza forzature. Così come senza forzature Paolo VI, in un celebre discorso del 1975, ha avuto l'ardire di parlare per la prima volta di Maria come «la donna vestita di sole, nella quale i raggi purissimi della bellezza umana si incontrano con quelli sovrumani, ma accessibili, della bellezza soprannaturale».
Santa Maria, donna bellissima, attraverso te vogliamo ringraziare il Signore per il mistero della bellezza. Egli l'ha disseminata qua e là sulla terra, perché, lungo la strada, tenga deste, nel nostro cuore di viandanti, le nostalgie insopprimibili del cielo.
La fa risplendere nella maestà delle vette innevate, nell'assorto silenzio dei boschi, nella forza furente del mare, nel brivido profumato dell'erba, nella pace della sera. Ed è un dono che ci inebria di felicità perché, sia pure per un attimo appena, ci concede di mettere lo sguardo nelle feritoie fugaci che danno sull'eterno.
La fa rifulgere nelle lacrime di un bambino, nell'armonia del corpo di una donna, nell'incanto degli occhi suoi ridenti e fuggitivi, nel bianco tremore dei vegliardi, nella tacita apparizione di una canoa che scivola sul fiume, nel fremito delle magliette colorate dei corridori che passano veloci in un'alba di maggio. Ed è un dono che ci dispera perché, come ha detto qualcuno, questa ricchezza si gioca e si perde al tavolo verde del tempo.
Santa Maria, donna bellissima, splendida come un plenilunio di primavera, riconciliaci con la bellezza. Tu lo sai che dura poco nelle nostre mani rapaci. Sfiorisce subito sotto i nostri ingordi contatti. Si dissecca improvvisamente al soffio maligno delle nostre roventi cupidigie. Si contamina presto all'urto delle nostre latenti lussurie. Non la sappiamo trattare, insomma. E lo scavo struggente che ci produce nell'anima, invece che avvertirlo come anfora di felicità che ci fa cantare di gioia, lo avvertiamo come ferita inguaribile che ci fa gridare di dolore.
Aiutaci, ti preghiamo, a superare le ambiguità della carne. Liberaci dal nostro spirito rozzo. Donaci un cuore puro come il tuo. Restituiscici ad ansie di incontaminate trasparenze. E toglici la tristezza di dover distogliere gli occhi dalle cose belle della vita, per timore che il fascino dell'effimero ci faccia depistare i passi dai sentieri che portano alle soglie dell'eterno.
Santa Maria, donna bellissima, facci comprendere che sarà la bellezza a salvare il mondo. Non lo preserveranno dalla catastrofe planetaria né la forza del diritto, né la sapienza dei dotti, né la sagacia delle diplomazie. Oggi, purtroppo, nella deriva dei valori, stanno affondando anche le antiche boe che un tempo offrivano ancoraggi stabili alle imbarcazioni in pericolo. Viviamo stagioni crepuscolari.
Però, in questa camera oscura della ragione c'è ancora una luce che potrà impressionare la pellicola del buon senso: è la luce della bellezza. È per questo, santa Vergine Maria, che vogliamo sentire il fascino, sempre benefico, anche del tuo umano splendore, così come sentiamo la lusinga, talvolta ingannatrice, delle creature terrene. Perché la contemplazione della tua santità sovrumana ci aiuta già tanto a preservarci dalla palude. Ma sapere che tu sei bellissima nel corpo, oltre che nell'anima, è per tutti noi motivo di incredibile speranza. E ci fa intuire che ogni bellezza della terra è appena un ruvido seme destinato a fiorire nelle serre di lassù.
È arrivato il nostro dicembre di luci e di attese di comignoli e calze appese in una stazione ovattata di neve il tuo arrivo leggero nel cuor della notte attorno a un bidone di fosforo e luce di fuoco fatato
È arrivato guaendo con una stola di cani randagi ed una scatola di cerini e lumini accesi
Sante Nicola ci ha portato in dono le parole per parlarci e scaldarci il cuore che povertà non sapersi parlare e vedersi passare vicini e muti chiusi nel rancore
La pioggia si è fatta neve e non ferisce ma bagna e come manna morbida ci consola..
Sante Nicola ci ha portato parole incartate e scritte e parlate per dircele davvero queste parole d’amore
Nel silenzio che ci aveva vinti silenzio di anni per quanto freddo e ghiaccio ci fosse nel cuore…
Sante Nicola ci ha portato in dono le parole per spiegarci e scaldarci come castagne e vino tenerci vicino
La pioggia si è fatta neve e non ferisce ma bagna e ha portato parole scritte e parlate per quanto groppo e freddo ci fosse nel cuore…
Sante Nicola ci ha portato in dono le parole per scaldarci e trovarci ancora
Tu sei quel respiro
che mi toglie ancora il fiato
il solo nome che mi viene
come cerco le parole
e ho visto nubi andare altrove
e tu sei il cielo che è restato
la luce che piange negli occhi
quando piove con il sole
Tu sei la neve che ha imbiancato
i giorni grigi di una storia
la primavera che ha svegliato
il tuo profumo che ho in memoria
Tu… sei il senso che ho di me
quello che fui insieme a te
tra la gente e il mondo
Tu sei in cima e in fondo tu
per prima tu
e niente più
niente come prima…
Tu sarai per sempre
il mio peccato originale
in questa corsa per la vita
tu sei il mio lavoro nero
ed io non posso farne a meno
farmi di te
e farmi male
far tardi a leggere la notte
i tuoi pensieri col pensiero
Tu sei quel cagnolino ignaro
che ho lasciato per la strada
e da quel giorno pago caro
e che mi segue ovunque vada
Tu… sei il senso che ho di me
quello che fui insieme a te
tra la gente e il mondo
Tu… sei in cima e in fondo tu
per prima tu
e niente più
niente più di prima…
Se torni qui
tu non tornare
siamo frecce
da non voltare
foglie sul viale
che non puoi ridare
al loro ramo
il passato è sale
si scioglie
a dar sapore al futuro
quello che più
non si perde
non perdere
quel che c'è oltre il muro
Tu… sei il senso che ho di me
quello che fui insieme a te
tra la gente e il mondo
Tu… sei in cima e in fondo tu
per prima tu
e niente più
niente dopo e prima
tu che non fai rima tu
niente più…
niente più…
niente più…
Questi vertici della FAO non servono a nulla, se non a far pavoneggiare i "grandi" della terra, Papa in testa, che neanche durante i lavori del vertice rinunziano a mangiare.
Avevo fame
e voi avete fondato un club
a scopo umanitario
e avete discusso
sulla mia fame.
Ve ne ringrazio.
I was hungry and you formed a humanities club to discuss my hunger.
Thank you.
Ero in prigione
e voi siete entrati
furtivamente in chiesa
a pregare
per la mia liberazione.
Ve ne ringrazio.
I was imprisoned and you crept off quietly to your chapel to pray for my release.
Nice.
Ero nudo
e voi avete esaminato seriamente
le conseguenze morali della mia
nudità.
Ve ne ringrazio.
I was naked and in your mind you debated the morality of my appearance.
What good did that do?
Ero ammalato
e voi vi siete messi in ginocchio
a ringraziare il Signore
per avervi dato la salute.
Ve ne ringrazio.
I was sick and you knelt and thanked God for your health.
But I needed you.
Ero senza tetto
e voi avete predicato
le risorse dell'amore di Dio.
Ve ne ringrazio.
I was homeless and you preached to me of the shelter of the love of God.
I wish you had taken me home.
I was lonely and you left me alone to pray for me.
Why didn't you stay?
Sembravate tanto religiosi e tanto
vicini a Dio. Ma io ho ancora fame,
sono ancora solo, nudo, ammalato,
prigioniero e senza tetto
(poesia del Malawi)
You seem so holy, so close to God; but I am still very hungry, lonely, cold, and still in pain.
Does it matter?
Vedremo calzoni coi rattoppi;
rossi tramonti su borghi vuoti di macchine
pieni di povera gente
che sarà tornata da Torino o dalla Germania.
I vecchi saranno padroni dei loro muretti
come poltrone di senatori;
e i bambini sapranno che la minestra è poca,
e cosa significa un pezzo di pane.
E la sera sarà più nera della fine del mondo,
e di notte sentiremo solo i grilli o i tuoni;
e forse qualche giovane
tra quei pochi tornati al nido
tirerà fuori un mandolino.
L'aria saprà di stracci bagnati.
Tutto sarà lontano.
Treni e corriere passeranno ogni tanto
come in un sogno.
Le città grandi come mondi
saranno piene di gente che va a piedi,
con i vestiti grigi e dentro agli occhi una domanda
che non è di soldi ma è solo d'amore,
soltanto d'amore.
Le piccole fabbriche
sul più bello di un prato verde
della curva di un fiume
dal cuore di un vecchio bosco di querce
crolleranno un poco per sera,
muretto per muretto,
lamiera per lamiera.
E gli antichi palazzi
saranno come montagne di pietra
soli e chiusi come erano una volta.
E la sera sarà più nera della fine del mondo,
e di notte sentiremo i grilli e i tuoni
e forse qualche giovane
tra quei pochi tornati al nido
tirerà fuori un mandolino.
L'aria saprà di stracci bagnati.
Tutto sarà lontano.
Treni e corriere passeranno ogni tanto
come in un sogno.
I banditi avranno i visi di una volta
coi capelli corti sul collo
e gli occhi di loro madre,
pieni del nero delle notti di luna
e saranno armati solo di un coltello.
Lo zoccolo del cavallo toccherà la terra,
leggero come una farfalla,
e ricorderà ciò che è stato,
in silenzio, il mondo
e ciò che sarà.
Sono indecise se alzare le gonne di mezzo metro - e non importa se le gambe sono affusolate o goffe - oppure abbassarle fin sotto le caviglie ad impigliarsi coi tacchi, oppure infilarsi i pantaloni lunghi o a mezza gamba o gli stivali alle cosce o le scarpette, la collana di vetri luccicanti che battono ai ginocchi o dischi tintinnanti sopra il petto, o avvolgersi in nubi di veli tingersi le occhiaie in verde cupo in rosso il viso o in nero, a fanale gli occhiali o torti ai lati a gufo, platinarsi i capelli lunghi fino alle natiche o accorciarseli rasi, o rimontarli a trofeo.
Anche i maschi, indecisi: inanellarsi i capelli? gli orecchini? allungarsi la barba? i pantaloni porpora? un monile al petto - ma altri mezzi hanno in genere per farsi valere.
Dai grattacieli neri di fuliggine dove respirano l'aria in scatola, vedono il mare per televisione, quando c'è propaganda alla freschezza del burro X, vedono il cielo limpido nelle riproduzioni a rotocalco. E le macchine indifferenti schizzano su fiumi di persone, indifferenti schizzano tutti, gonne corte o lunghe, ai borghi più nascosti: in un mondo nel quale non importano una per una tutte le persone, o importano solo colpo a colpo, inesperti, si tenta di valere in questi modi ancora rudimentali.
Passa la gente, passano a milioni sempre più fitti, sempre più medesimi, a miliardi nel mondo, e se ne vanno lasciandosi rubare tutta la vita della propria vita - non sanno a chi urlare, come urlare "esisto anch'io".
Danilo Dolci - Il limone lunare: Poema per la radio dei poveri cristi - Bari, Laterza, 1970
Non disprezzare il poco, il meno, il non abbastanza L’umile, il non visto, il fioco, il silenzioso Perché quando saranno passati amori e battaglie Nell’ultimo camminare, nella spoglia stanza Non resteranno il fuoco e il sublime, il trionfo e la fanfara Ma braci, un sorso d’acqua, una parola sussurrata, una nota Il poco, il meno il non abbastanza
La canzone è una penna e un foglio così fragili fra queste dita, è quel che non è, è l'erba voglio ma può essere complessa come la vita. La canzone è una vaga farfalla che vola via nell'aria leggera, una macchia azzurra, una rosa gialla, un respiro di vento la sera, una lucciola accesa in un prato, un sospiro fatto di niente ma qualche volta se ti ha afferrato ti rimane per sempre in mente e la scrive gente quasi normale ma con l'anima come un bambino che ogni tanto si mette le ali e con le parole gioca a rimpiattino.
La canzone è una stella filante che qualche volta diventa cometa una meteora di fuoco bruciante però impalpabile come la seta. La canzone può aprirti il cuore con la ragione o col sentimento fatta di pane, vino, sudore lunga una vita, lunga un momento. Si può cantare a voce sguaiata quando sei in branco, per allegria o la sussurri appena accennata se ti circonda la malinconia e ti ricorda quel canto muto la donna che ha fatto innamorare le vite che tu non hai vissuto e quella che tu vuoi dimenticare.
La canzone è una scatola magica spesso riempita di cose futili ma se la intessi d'ironia tragica ti spazza via i ritornelli inutili; è un manifesto che puoi riempire con cose e facce da raccontare esili vite da rivestire e storie minime da ripagare fatta con sette note essenziali e quattro accordi cuciti in croce sopra chitarre più che normali ed una voce che non è voce ma con carambola lessicale può essere un prisma di rifrazione cristallo e pietra filosofale svettante in aria come un falcone.
Perché può nascere da un male oscuro che è difficile diagnosticare fra il passato appesa e il futuro, lì presente e pronta a scappare e la canzone diventa un sasso lama, martello, una polveriera che a volte morde e colpisce basso e a volte sventola come bandiera. La urli allora un giorno di rabbia la getti in faccia a chi non ti piace un grimaldello che apre ogni gabbia pronta ad irridere chi canta e tace. Però alla fine è fatta di fumo veste la stoffa delle illusioni, nebbie, ricordi, pena, profumo: son tutto questo le mie canzoni.
"Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano." (De 5,11)
Con quel crocifisso in mano avresti dovuto tremare, ma ti manca il timore di Dio, che è un dono dello Spirito Santo.
Gli scribi e i farisei ti hanno suonato la grancassa: davi soldi per il restauro delle chiese terremotate, anche quelle che non erano strettamente di competenza dei Beni Culturali. With money can't buy me love. Ma l'indulgenza plenaria sì.
Simonia, simonia, per piccina che tu sia, rendi la puttana pia.
Altrove, simpaticamente accomunati, Gelmini e Bersani minimizzavano, farneticando che il crocefisso altro non è che una simpatica tradizione. Eh, però abbiamo le radici cristiane! Peccato che la pianta si riconosca dai frutti.
Noi che certe cose ce le abbiamo nel cuore, non ci fa differenza se attacchiamo o meno orribili pupazzetti di plastica ai muri. Cicciobello non è un bambino vero e Ken non ha nemmeno una parvenza di pene. Questa non è fede adulta, ma solo feticismo.
Il Cristo che a San Damiano parlava a Francesco dicendogli: "Va' e ripara la mia casa, che, come vedi, va in rovina" era ed è, perché là davanti ho pregato anch'io, un Cristo parlante e vivo, non una tradizione come le orecchiette con le cime di rape.
Stanotte sento cantare il gallo tre volte. E Pietro è daccapo fuori di sé.
Quante cose ho visto quante cose ho salutato quante ne ho ritrovate qua Son partito da lontano con un viaggio nella mano solo andata per chissà quale città solo andata con chissà quale meta
Con un bacio in cartolina ho lasciato lì in vetrina esposta ai sole la mia giovine età Dai rancori ai malcontenti senza lacci in mezzo ai denti questa mia vita si racconta così questa mia vita mi saluta così
Io con un cappello in mano non sono forse un uomo si dice così Saluto tutti e chiedo perdono la vita è però un dono e io la vivo così
Santi santi santi in paradiso datemi un sorriso me lo metterò sul viso Lo mostrerò alla gente che non è come me mi guarderanno come fossi un re Santi santi santi in paradiso Datemi un sorriso…
Dagli amori che ho lasciato per gli amori ritrovati mi son detto forse è meglio così Mi han preso per un pazzo con la mente da ragazzo che vide il mondo nella sua integrità che vende tutto senza saper quel che ha
Parlando con me stesso ho raggiunto un compromesso capisco è forse una pazzia Ma ho deciso a malincuore di non essere il migliore perché il migliore lo possiate fare voi Libero arbitrio a chi è peggio di noi
Noi con un cappello in mano salutiamo e ci inchiniamo umilmente così E a voi sua eccellenza non dispiaccia se cancello la mia faccia da questa cruda umanità
Santi santi santi in paradiso datemi un sorriso me lo metterò sul viso Lo mostrerò alla gente che non è come me mi guarderanno come fossi un re Santi santi santi in paradiso a cattivo giuoco io farò buon viso E se i numeri giocati non usciranno mai della mia vita voi vedrete solo i guai
E se un giorno tornerò senza lacci nelle scarpe la colpa allora sarà stata solo mia che ho scambiato la mia terra e la mia pura fantasia per una donna di nome bugia per un albergo che non è casa mia
Santi santi santi in paradiso datemi un sorriso me lo metterò sul viso lo mostrerò alla gente che non è come me mi guarderanno come fossi un re Santi santi santi in paradiso datemi un sorriso me lo sbatterò sul viso lo mostrerò alla gente che non è come me mi guarderanno come fossi un re
Un re senza lamenti e senza l'ombra di rimpianti un re che come servi ha solo i suoi capelli bianchi Lasciatemi condurre con un po' di fantasia quel che resta di questa vita mia quel che resta di questa mia pazzia.
Sono un essere umano, e non considero a me estraneo nulla di ciò che riguarda gli umani.
Informazioni personali
Pierangelo
Bari, BA, Italy
Proverbio taoista: "Se domani, dopo la vittoria di stanotte, contemplandoti nudo allo specchio
scoprirai un secondo paio di testicoli, che il tuo cuore non si gonfi di orgoglio, figlio mio, vuol
semplicemente dire che ti stanno inculando." (Daniel Pennac)
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*Come di consueto,*
*IL CAPOCOMITIVA *
*e tutto il suo staff *
*sono lieti di Augurare a Voi tutti un*
*BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO!!!!!*
*Ci leggiamo pr...
Importanti come l’universo
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Vi invito a farvi un bel regalo: spegnete le luci avviate il video qui sotto
e godetevelo a schermo intero. Potrete vedere tutto quello che conosciamo
dell...
Sulla bellezza delle donne - About feminine beauty
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Certo la Venere di Botticelli avrà si e no la seconda di reggiseno, di certo è ben lontana dalla taglia 38-40, ma la sua bellezza rimane negli occhi di chi l...
Precariato, un’altra testimonianza che fa pensare
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Qualche post fa ci siamo occupati di precariato: abbiamo raccolto la
testimonianza di un’insegnante torinese costretta a fare il giro delle
scuole della pr...
sottovoce
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Poca voce che stenta a farsi sentire,poche parole se necessarie.Il suono
afono e rocofa fatica, si smorza.Il freddo gelo mi ha rubato la voce.E' così
nuovo...
Todos Caballeros
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Estad Todos Caballeros*L'ammetto apertamente: consideratemi pure un fomentatore della cultura dell'odio, un bieco sobillatore della violenza, ma sono restio ...
Qui Forum!
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Si è riunito ieri pomeriggio (15 dicembre, ndr), presso il Salone dei
Ministri del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il
Forum del...
A Babbo Natale dalla stagista
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A Babbo Natale dalla Stagista
Caro Babbo Natale,
non me ne vogliano i miei amici stagisti, ma stasera parlerò direttamente a
te.
Tra poco è il 25...
Consiglio di Stato boccia la riforma dei licei
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- Solo tagli non si può. Gelmini, segnali da due sentenze – L’Unità
(16.12.09) - I nuovi licei non vanno, parola di Cds – Italia Oggi (15.12.09)
- Riforma ...
Perchè hanno colpito Berlusoni
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Buongiorno a tutti… Oggi non si fa altro che parlare dell’attentato al
Silvio… Ebbene, ieri ero vicino al palco quando è accaduto tutto. Per onor
di cronac...
A Voi di quarta, Carico di sicurezza e Trazione
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Vi rilascio due nuove dispense:
1) I materiali, grado di sicurezza e tensioni ammissibili che accenna alle
principali prove sui materiali e vi dice come st...
Internazionale su iPhone e iPod Touch
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Da qualche giorno è disponibile gratuitamente per i dispositivi mobili di
Apple l'applicazione di Internazionale: si può sfogliare in versione
completa gli...
Ginefra su: soppressione Eurostar Lecce-Torino
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Apprendiamo che Trenitalia ha previsto, con il nuovo orario invernale, la
cancellazione dell’Eurostar Lecce-Torino. L’entrata in vigore di tale orario
è pr...
CHECCO ZALONE CADE DALLE NUBI PER FARCI DIVERTIRE!
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Se qualcuno, 5 anni fa lo avesse detto a Luca Medici, lui a questo successo
non avrebbe mai creduto. Ma al Nord, a Milano, o a Roma, a Pescara, avranno
cap...
Quella volta che sono morto
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Ok, sono a casa. Una decina di giorni fa mi hanno asportato la cistifellea,
piena di calcoli e infiammata; col senno di poi ne è valsa la pena visto che
di...
20 anni di vento
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Gli *Scorpions*, tedeschi dell'Ovest e attivi sin dal 1969,, sono il gruppo
rock dell'Europa continentale che ha all'attivo il maggior successo
commerci...
1989 - Un muro si è sbriciolato...
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Così come lo raccontavano quel giorno i telegiornali.
La caduta del muro di Berlino, ha simboleggiato e simboleggia tutt'ora,
oltre alla riunificazione ted...
Et dona ferentes
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Mi scuso per questo articolo vagamente tecnico, ma credo che possa contribuire a un dibattito interessante. Neanch'io ho un'opinione netta in proposito, e ce...
Le rovine
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Veli di seta,
lanciati nel profondo dei miei occhi.
Volano e lasciano cadere le nere piume
sulle rovine del tuo tempo ingrato.
Le mani protese verso la notte...
Se mi lasci ti cancello: Corona docet
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Foto orribile rubata da Leggo.it Questo post è ispirato da Fabrizio Corona.
Per questo mi scuso in anticipo, ma non ho potuto far a meno di riflettere
sull...
Satiriasi-L’officina della Satira
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“SATIRIASI – L’OFFICINA DELLA SATIRA”. Lo stand up comedy arriva in Italia.
Lunedì 9 novembre 2009 al MADS di Roma c’è “Satiriasi – l’officina della
satira...
Lottizzare l'ora di religione a scuola
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L’insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane già
quest’estate era tornato nell’occhio del ciclone, con la famosa sentenza del
TAR del L...
C'è posta per me Ho ricevuto un...
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C'è posta per me
Ho ricevuto un messaggio da una persona gentile che chiede notizie di me e
del blog, così ormai desolatamente trascurato. E siccome sono ...
Contribuire a creare un senso
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Il centro di Facebook è l'amicizia: ci sono delle potenzialità dell'essere
amici, che non vuol dire pensare allo stesso modo ma vuol dire contribuire a
cre...
RITORNA!
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IL SANGUE BOLLE NELLE VENE....
[image:
http://www.pbmstoria.it/unita/nazione%20e%20nazionalismi/iconografia/rivoluzione.jpg]
E' TEMPO DI RITORNARE!
Pu...
Au revoir
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Ci sono? Non ci sono? Dove sono?
Ho riaperto davvero qui? Siamo sicuri ?
Ho un *doppio* ? No no.. *io sono unico e solo*.. (fortunatamente, direbbe
qu...
THE REVOLUTION OF COLOUR – SHOW EVENT
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Grande evento, giovedì sera con inizio alle ore 19, presso la Maison di
Marta e Maria Cò all’insegna del colore, della bellezza, della musica e
dell’arte....
Successione apostolica
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Definizione: Dottrina secondo cui i dodici apostoli avrebbero avuto dei
successori ai quali sarebbe stata trasmessa l’autorità per diritto divino.
Nella Ch...
Si cambia Template
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Dopo oltre un anno, ho deciso di cambiare template.
La mia scelta è caduta su Fresh Brown, un template molto semplice e
minimale, in stile magazine, a 3 co...
Capitolo I
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L'imperatrice ridusse i dignitari al silenzio.
"Gli altri, il diverso ... è difficile non scendere nel campo della
retorica.Ma i nostri antenati che la ret...
Che errore
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In passato ho già detto il mio pensiero su Beppe Grillo. Vale ancora oggi,
ma penso che negare la tessare del Pd a Beppe Grillo ed impedirgli di
partecipar...
Tandem..
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*In una calda sera di fine estate, un giovane si recò da un vecchio saggio:
"Maestro, come posso essere sicuro che sto spendendo bene la mia vita? Come
poss...
Pino Masciari sequestrato!
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[image: Pino Masciari Sequestrato. Clicca per ingrandire.]Cari amici,
qualcosa di grave sta accadendo in queste ore. Pino Masciari, testimone di
giustizia ...
L’Altro
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Martedì 12 maggio troverete in edicola un nuovo quotidiano, “L’Altro”,
diretto da Piero Sansonetti. Già da martedì e poi tutte le domeniche potrete
leggere...
Rientro in fabbrica
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Finalmente dopo 14 mesi dal licenziamento ho varcato i cancelli della Fiat
di Melfi e ho ripreso a lavorare.
Il 13 Gennaio sono arrivato ai cancelli. Ero so...
HO FATTO UN SOGNO In una delle mie...
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HO FATTO UN SOGNO
In una delle mie tante notti estive (che, fortunatamente, per lo più sono
state ininterrotte, pacate e serene come non lo erano più da...
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"Quando giacevo *nelle tenebre di una notte cieca*,
quando *venivo sballottato nel mare burrascoso del mondo*,
vagando *incerto e vacillante sui miei pass...
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