mercoledì 15 agosto 2012

Born to be Al Bano


A Cisternino la calata dei cozzali arricchiti. Lanzichenecchi del buon gusto, si espongono al ridicolo, ostentandosi. Eppure la chiesa di San Nicola nella sua romanica purezza di linee ispira sobrietà e intensità. E non lo dico soltanto perché lì si sono sposati i miei genitori, ci ha detto la prima Messa mio zio o l'ha riportata all'antico splendore mio cugino.

Pare che quando uno diventa vip possa anche scegliere quello che gli pare e piace, poi non è detto che sappia scegliere. Non credo che la comunità locale si ricorderà più tra qualche anno del matrimonio di Michele Placido, capitato lì come un estraneo e tale restato. Difficile immaginare come possano aver celebrato il Matrimonio quei pochi privilegiati ammessi a sedere in quei banchi ornati di orchidee e rigidamente separati dalla comunità locale, costretta oltre le transenne, privata del diritto di entrare in casa propria. Credo che sia questa la chiave di interpretazione relativa all'opportunità della scelta di un canto piuttosto che un altro all'interno di quella celebrazione. Lì, come in tantissimi altri matrimoni celebrati in chiesa solo per futili motivi, qualsiasi canto è alieno, perché c'è dissonanza tra quello che fai e quello che sei. Se invece si stesse lì a celebrare quello che già si è (piuttosto che quello che si ha) anche un testo che dicesse "tirati in là zoccolò" ci avvicinerebbe al paradiso.
L'esperto di musica sacra parla di un rigido elenco di canti da liturgia e per il culto, poi confonde l'Ave Maria di Gounod, compositore devotissimo, nata con il testo dell'Ave Maria latina, con l'Ellens dritter Gesang di Schubert, che effettivamente nulla ha a che fare con la preghiera. Piuttosto c'è da chiedersi come mai, avendo a disposizione un repertorio sconfinato di musica sacra, la gente associ la preghiera dell'Ave Maria alla celebrazione del matrimonio e pretenda, a volte anche pagando profumatamente, soprani violini ed albani che devono far scappare quella lacrimuccia che altrimenti, distratti come stanno, non riuscirebbe a sgorgare. Farebbe lo stesso effetto se il prete si mettesse a sbucciare le cipolle, senza scomodare i compositori del passato, ma soltanto il passato di verdura.
Per queste finte commozioni va pure bene Al Bano, specie ora che ha avuto anche lui la sua brava crisi mistica, lui che interpreta qualsiasi pezzo pavoneggiandosi per la nota acuta.

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