domenica 2 novembre 2008

Una disperata vitalità

Pasolini«Venni al mondo al tempo
dell'Analogica.
Operai
in quel campo, da apprendista.
Poi ci fu la Resistenza
e io
lottai con le armi della poesia.
Restaurai la Logica, e fui
un poeta civile.
Ora è il tempo
della Psicagogica.
Posso scrivere solo profetando
nel rapimento della Musica
per eccesso di seme o di pietà.»

«Se ora l'Analogica sopravvive
e la Logica è passata di moda
(e io con lei;
non ho più richiesta di poesia),
la Psicagogica
c'è
(ad onta della Demagogia
sempre più padrona
della situazione).
E così
che io posso scrivere Temi e Treni
e anche Profezie;
da poeta civile, ah sì, sempre!»

«Quanto al futuro, ascolti:
i suoi figli fascisti
veleggeranno
verso i mondi della Nuova Preistoria.
Io me ne starò là,
come colui che suo dannaggio sogna
sulle rive del mare
in cui ricomincia la vita.
Solo, o quasi, sul vecchio litorale
tra ruderi di antiche civiltà,
Ravenna
Ostia, o Bombay - è uguale -
con Dei che si scrostano, problemi vecchi
- quale lotta di classe -
che
si dissolvono…
Come un partigiano
morto prima del maggio del '45,
comincerò pian piano a decompormi,
nella luce straziante di quel mare,
poeta e cittadino dimenticato.»

Pier Paolo Pasolini - Poesia in forma di rosa - 1964


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