venerdì 17 ottobre 2008

Sixteen tons

Questa è una canzone famosissima di Merle Travis, con la quale si sono cimentati tanti grandi della musica internazionale. Fu portata al successo da Tennessee Ernie Ford esattamente 53 anni fa. Tennessee poi morì lo stesso giorno 36 anni dopo.

Forse non ci sono più i minatori di una volta (ma non ne sono neanche tanto sicuro), ma i debiti sono esattamente gli stessi. Dice il testo della canzone che non lavori per progredire, ma solo per sopravvivere e poter pagare i debiti. Non puoi neanche permetterti il lusso di morire, perché hai un conto in sospeso con lo spaccio aziendale (erano tempi che ti pagavano in buoni pasto, un'invenzione antica tornata di moda ai tempi nostri).

Alla fin fine verrà fuori che tutta questa crisi economica internazionale è colpa di minatori come me e te, che pretendevano di mangiare. Pretesa al di sopra delle loro possibilità.


Sixteen tons
Tennessee Ernie Ford - 1955

Some people say a man is made out of mud
A poor man's made out of muscle and blood
Muscle and blood, skin and bones…
A mind that's weak and a back that's strong

You load sixteen tons, and what do you get?
another day older and deeper in debt
St. Peter, don't you call me, 'cause I can't go
I owe my soul to the company store

I was born one mornin' and the sun didn't shine
I picked up my shovel and I walked to the mine
I loaded sixteen tons of number nine coal and
the straw boss said, "well bless my soul!"

…you loaded…

I was born one mornin' it was drizzlin' rain
fightin' and trouble are my middle name
I was raised in a cane-brake by an old mama lion
can't no high-toned woman make me walk no line

If you see me comin', better step aside
A lot of men didn't, a lot of men died
One fist of iron, the other of steel
If the right one don't get you, then the left one will

You load sixteen tons, and what do you get?
Another day older and deeper in debt
St. Peter don't you call me, 'cause I can't go
I owe my soul to the company store
Sedici tonnellate


Si dice che un uomo sia fatto di fango
ma un uomo povero è fatto di muscoli e sangue
muscoli e sangue, pelle e ossa…
la mente debole e la schiena forte

Carichi sedici tonnellate, e cosa ottieni?
un giorno più vecchio e sempre più nei debiti
San Pietro, non chiamarmi che non posso venire
devo la mia anima al negozio della compagnia

Sono nato un mattino che non c'era il sole
raccolsi la mia pala e andai alla miniera
caricai sedici tonnellate di carbone del nove
e l'uomo di paglia disse: "oggi mi va bene!"
…tu hai caricato…

Sono nato un mattino piovigginoso
e mi chiamano attaccabrighe in cerca di guai
fui allevato in un canneto da una vecchia leonessa
e solo un sussurro di donna può mettermi in riga

Se mi vedi arrivare, è meglio che ti faccia da parte
in molti non lo fecero, e in molti morirono
un pugno di ferro, e l'altro d'acciaio
se non ti arriva il destro, ti colpirà il sinistro

Carichi sedici tonnellate, e cosa ottieni?
un giorno più vecchio e sempre più nei debiti
San Pietro, non chiamarmi, che non posso venire
devo la mia anima al negozio della compagnia

Qui trovate approfondimenti su questo brano. E qui l'incredibile interpretazione di Nicola Arigliano, accompagnato al piano da Enzo Jannacci.

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