giovedì 9 ottobre 2008

Hasta la victoria siempre

Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza
Ernesto Che Guevara (Rosario, 14 giugno 1928 – La Higuera, 9 ottobre 1967)



Stagioni
Francesco Guccini - Stagioni - 2000

Quanto tempo è passato da quel giorno d'autunno
di un ottobre avanzato, con il cielo già bruno;
tra sessioni d'esami, giorni persi in pigrizia,
giovanili ciarpami, arrivò la notizia.
Ci prese come un pugno, ci gelò di sconforto
sapere a brutto grugno: "Che" Guevara era morto.
In quel giorno d'ottobre, in terra boliviana,
era tradito e perso Ernesto "Che" Guevara.
Si offuscarono i libri, si rabbuiò la stanza,
perché con lui era morta la nostra speranza.
Erano gli anni fatati di miti cantati e di contestazioni.
Erano i giorni passati a discutere e a tessere le belle illusioni.
"Che" Guevara era morto
ma ognuno lo credeva
che con noi il suo pensiero
nel mondo rimaneva.
Passarono stagioni, ma continuammo ancora
a mangiare illusioni e verità a ogni ora.
Anni di ogni scoperta,anni senza rimpianti:
"forza compagni all'erta, si deve andare avanti".
E avanti andammo sempre, con le nostre bandiere,
intonandole tutte quelle nostre chimere.
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana
con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara.
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
che "Che" Guevara è morto, mai più ritornerà.
Ma qualche cosa cambiava, finirono i giorni di quelle emozioni
e rialzaron la testa i nemici di sempre contro le ribellioni.
"Che" Guevara era morto
e ognuno lo capiva
che un eroe si perdeva,
che qualcosa finiva.
E qualcosa negli anni terminò per davvero,
cozzando contro gli inganni del vivere giornaliero.
I compagni di un giorno o partiti o venduti,
sembra si giri attorno a pochi sopravvissuti.
Proprio per questo ora io vorrei ascoltare
una voce che ancora incominci a cantare:
In un giorno d'ottobre, in terra boliviana,
con cento colpi è morto Ernesto "Che" Guevara.
Il terzo mondo piange, ognuno adesso sa
che "Che" Guevara è morto, forse non tornerà.
Ma voi reazionari tremate, non sono finite le rivoluzioni
e voi a decine che usate parole diverse, le stesse prigioni;
da qualche parte un giorno,
dove non si saprà,
dove non l'aspettate,
il "Che" ritornerà.


1 commenti:

suburbia ha detto...

Per i 40 anni anche io lo avevo ricordato con una semplice canzone, in fondo a un post.
Questa di Guccio e' strepitosa.
La ascolto/vede sempre volentieri
ciao