giovedì 31 luglio 2008

Mucchi di sonagli che sanno ridere

Antoine de Saint-Exupery, aviatore e scrittore franceseMi disse:
"Sono contento che tu abbia trovato quello che mancava al tuo motore. Puoi ritornare a casa tua".
Soggiunse "Anch'io, oggi, ritorno a casa".
Poi, melanconicamente:
"È molto più lontano e molto più difficile"
Mi sentii gelare per il sentimento dell'irreparabile. E capii che non potevo sopportare l'idea di non sentire più quel riso. Era per me come una fontana nel deserto.
"Ometto voglio ancora sentirti ridere"
Ma mi disse:
"Sarà un anno questa notte. La mia stella sarà proprio sopra al luogo dove sono caduto l'anno scorso"
"Ometto, non è vero che è un brutto sogno quello del serpente, dell'appuntamento e della stella?"
Ma non mi rispose. Disse:
"Quello che è importante non lo si vede"
"Certo"
"È come per l'acqua. Quella che tu mi hai dato da bere era come una musica, c'era la carrucola e c'era la corda… ti ricordi… era buona".
"Certo"
"Guarderai le stelle, la notte. È troppo piccolo da me perché ti possa mostrare dove si trova la mia stella. È meglio così. La mia stella sarà per te una delle stelle. Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere!"
E rise ancora.
"Sarà come se ti avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere"

Antoine de Saint-Exupéry - Il piccolo principe - 1943

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