domenica 29 giugno 2008

Ricottari

Dalle mie parti si dice così. È un epiteto fortemente offensivo, quando lo si usa in senso figurato. Però quando ci vuole ci vuole e lo sappiamo usare a proposito.

Antonio Di Pietro ha ragione. Lo squallore è impressionante.

Brecht e Pasolini vedevano nei bassifondi una forza poetica che li attraeva. Proprio quello che manca del tutto negli altifondi.


La ballata del magnaccia
da "L'opera da tre soldi" di Brecht - Weill
Milly e Tino Carraro

Ricordi tu quel tempo che fuggì
quando si stava insieme notte e dì
grazie ai clienti che portavo a te
tu mi vestivi dalla testa ai piè
così va il mondo va anche così
se poi veniva uno dei tanti
me ne uscivo allora dal letto
e mi bevevo un bel cicchetto
e poi correvo a ritirare il grano
e gli dicevo prego torni presto qui
ed ho passato cinque mesi e più
in quel bordello ove eri chiusa tu
O giorni belli che passammo là
a far l'amore in piena libertà
e quando a soldi si era un po' nei guai
tu mi dicevi: come non lo sai?
della camicia a meno si fa
e allora io diventavo un po' cattiva
ti rinfacciavo le porcate che facevi
e tu mi davi un cazzottone in bocca
e andavo a letto con la faccia blu
eppure mai dimenticar potrò
quel caro luogo e quanto ci si amò


Sesso, consolazione della miseria!
Pier Paolo Pasolini - La religione del mio tempo

La puttana è una regina, il suo trono
è un rudere, la sua terra un pezzo
di merdoso prato, il suo scettro
una borsetta di vernice rossa:
abbaia nella notte, sporca e feroce
come un'antica madre: difende
il suo possesso e la sua vita.
I magnaccia, attorno, a frotte,
gonfi e sbattuti, coi loro baffi
brindisi o slavi, sono
capi, reggenti: combinano
nel buio, i loro affari di cento lire,
ammiccando in silenzio, scambiandosi
parole d'ordine: il mondo, escluso, tace
intorno a loro, che se ne sono esclusi,
silenziose carogne di rapaci.

Ma nei rifiuti del mondo, nasce
un nuovo mondo: nascono leggi nuove
dove non c'è più legge; nasce un nuovo
onore dove onore è il disonore…
Nascono potenze e nobiltà,
feroci, nei mucchi di tuguri,
nei luoghi sconfinati dove credi
che la città finisca, e dove invece
ricomincia, nemica, ricomincia
per migliaia di volte, con ponti
e labirinti, cantieri e sterri,
dietro mareggiate di grattacieli,
che coprono interi orizzonti.

Nella facilità dell'amore
il miserabile si sente uomo:
fonda la fiducia nella vita, fino
a disprezzare chi ha altra vita.
I figli si gettano all'avventura
sicuri d'essere in un mondo
che di loro, del loro sesso, ha paura.
La loro pietà è nell'essere spietati,
la loro forza nella leggerezza,
la loro speranza nel non avere speranza.


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