mercoledì 4 giugno 2008

È un trucco proprio dei postini

La poesia non è di chi la scrive, ma di chi se ne serve.
Mario Ruoppolo - Il postino



Non so cosa teneva "dint'a capa",
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di "jamm, o' saccio, ‘naggia, oilloc, azz!"
era come parlare col Vesuvio, era come ascoltare del buon Jazz.
"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Holliwood!
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m'ha mai parlato della pizza,
e non m'ha mai suonato il mandolino.
O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell'amato San Gennaro

Roberto Benigni

1 commenti:

suburbia ha detto...

Ci sono arrivata ora che era l'anniversario della sua precocissa dipartita.
Troisi lo ricordo in "anninciazio' annunciazio'" da sbellicarsi :-))
E le preghiere a san Gennaro e quando si addormentava tardi e doveva prendere le armi difettose... uno spasso.
E un grandissimo Benigni quello di questi versi.
ciao e buon we