venerdì 16 maggio 2008

Gente con corazòn



Viva la gente

Ho visto stamattina mentre andavo a lavorar
il lattaio, il postino e la guardia comunal.
Per la prima volta vedo gente intorno a me.
Ieri non ci badavo non so proprio perché.

Viva la gente la trovi ovunque vai
viva la gente simpatica più che mai!
Se più gente guardasse alla gente con favor
avremmo meno gente difficile
e più gente di cuor
avremmo meno gente difficile
e più gente di cuor.

Dal nord e dal sud li vedevo arrivar
come grandi fiumi che discendon verso il mar.
Quasi una gran festa fatta apposta per un re.
Vale più delle cose la gente intorno a me.

Viva la gente la trovi ovunque vai
viva la gente simpatica più che mai!
Se più gente guardasse alla gente con favor
avremmo meno gente difficile
e più gente di cuor
avremmo meno gente difficile
e più gente di cuor.

Dentro tutti quanti c'è del bene c'è del mal,
ma in fondo ad ogni cuore è nascosto un capital.
Ed ora un sol pensiero mi assilla notte e dì:
renderli sempre più grandi, che Dio vuole così.

Viva la gente la trovi ovunque vai
viva la gente simpatica più che mai!
Se più gente guardasse alla gente con favor
avremmo meno gente difficile
e più gente di cuor
avremmo meno gente difficile
e più gente di cuor.





Di che colore è la pelle di Dio

Buona notte dissi al mio bambino
tanto stanco quando il giorno finì.
Allora chiese: "Dimmi, papà,
la pelle di Dio che colore ha?"

Rit.: Di che color è la pelle di Dio?
Di che color è la pelle di Dio?
È nera, rossa, gialla, bruna, bianca, perché
lui ci vede uguali davanti a sé.
Lui ci vede uguali davanti a sé.

Con l'occhio innocente egli mi guardò,
mentire non potevo quando domandò:
"Perché le razze s'odiano, papà,
se per Dio siamo una sola umanità?"

Rit.

"Questo, figliolo, non continuerà,
l'uomo al fine imparerà
come dobbiamo vivere noi
figli di Dio da ora in poi."

Rit.

Dio ci ha dato l'opportunità
di creare un mondo di fraternità.
Le razze diverse devono andar
saldamente unite da mar a mar.

Rit.

Disse un uomo all'America:
"Per essere unita sei fatta tu.
Un mondo nuovo può iniziare, perché
tutte le razze sono un vanto per te."

Rit.


5 commenti:

suburbia ha detto...

Lo so che la canzone e' bella ma ne ho un orribile ricordo.
Riascolto Bose' :-)
ciao

Pierangelo ha detto...

Di quale delle due: viva la gente oppure la pelle di Dio?

Scommetto che te la facevano cantare le suore alla scuola materna!!

Tanto brave le suore, ma a far diventare agnostiche le persone sono insuperabili.

suburbia ha detto...

Pensa che lo volevo scrivere subito poi ho pensato ma a chi interessa...
Ci portarono una domenica in colonia estiva a Pinarella di cervia. Fino alla sera si stava coi genitori che poi tornavano a prenderci la settimana dopo (o 2). Prima di mezzogiorno mia sorella si riempi' di macchiette, credo varicella e partirono subito lasciandomi sola. Non conoscevo nessuno...ero piccola.. non c'era il telefono. Ricordo che tutte le sere lottavo con le lacrime, pensavo che non mi sarebbero mai piu' venuti a prendere.
Poi mi feci un'amichetta e sopravvissi :-)
Ce la facevano cantare nello spiazzo tutti in fila sotto il sole, questa "la macchina del capo" e altre che ho rimosso.
Niente materna dalle suore, qui non usa.
(scusa le chiacchere)

Pierangelo ha detto...

Interessa o non interessa, se abbiamo aperto dei blog, partiamo dall'idea che quello che ci viene in mente lo diciamo in pubblico.

Vedi, hai proprio centrato il punto. Alla colonia, tutti allineati e coperti, dato che il pensiero dominante era quello, era vissuto come un'inutile tortura. Ora, invece, ci si ritrova controcorrente proprio su quelle parole d'ordine che a suo tempo ci sembravano conformistiche.

È il motivo per cui preferisco cento volte stare all'opposizione piuttosto che al governo. Ci si diverte di più.

All'ufficio di igiene (per i concittadini, stiamo parlando di Piazza Chiurlìa, al confine tra Bari Nuova e Barivecchia) ci andavo per le vaccinazioni obbligatorie. Non c'era solo l'antipolio con lo zuccherino, ma anche quella micidiale bivalente antitetanica-antidifterica che poi ti si faceva il bubbone sul culo che durava una settimana. Vedevo in coda i ragazzi che dovevano andare in colonia ai quali veniva somministrata l'antivaliolosa, quella che lasciava un segno per sempre, come un tatuaggio. E mi dicevo, meglio io che al mare ci vado senza queste formalità. Anche se io scendevo da casa e vedevo il mare. Quello era culo, naturale che mi si faceva il bubbone.

Quello che hai provato tu in quella colonia marina, io e tanti altri ventenni l'abbiamo provato al militare. Tu eri piccola, ma noi eravamo grandi e grossi, eppure ci mancava la mamma, con le sue coccole ed il suo ragù.

Per sopravvivere, bisogna farsi degli amichetti. Che violenza, il crescere!

suburbia ha detto...

Una sorta di gioco alla hannibal lecter, anche se tu racconti meglio.
Ok, e' piu' divertente stare all'opposizione ma questi qui alla maggiornaza fanno sul serio e comincio a non divertirmi poi mica tanto.
un abbraccio e buona settimana
ps.Sai che inconsciamente e' ritornata alla memoria anche la canzone che avevo rimosso. Era "vento fresco, vento del mattino" , ti prego non postarla mai! :-)