domenica 6 aprile 2008

I giusti

Caring

Los justos

Un hombre que cultiva su jardin, como queria Voltaire.
El que agradece que en la tierra haya musica.
El que descubre con placer una etimologia.
Dos empleados que en un cafè del Sur juegan un silencioso ajedrez.
El ceramista que premedita un color y una forma.
El tipografo que compone bien esta pagina, que tal vez no le agrada.
Una mujer y un hombre que leen los tercetos finales de cierto canto.
El que acaricia a un animal dormido.
El que justifica o quiere justificar un mal que le han hecho.
El que agradece que en la tierra haya Stevenson.
El que prefiere que los otros tengan razon.
Esas personas, que se ignoran, estan salvando el mundo.

Jorge Luis Borges - La cifra
I giusti

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire[1].
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere una etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sud giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che intuisce un colore e una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.


[1]
“So anche” disse Candide “che bisogna coltivare il proprio giardino”.
“Hai ragione” disse Pangloss; “perchè quando l’uomo fu posto nel giardino dell’Eden, ci fu posto ut operaretur eum, perchè lo coltivasse; il che dimostra che l’uomo non è fatto per il riposo.”
“Lavoriamo senza ragionare” disse Martin; “è l’unico modo di render la vita tollerabile.”
Tutta la minuscola compagnia condivise quel lodevole disegno; ciascuno si mise a esercitare i propri talenti. La poca terra fruttò molto. Cunègonde in verità era ben brutta, ma divenne un’ottima cuoca; Paquette ricamò; la vecchia badò alla biancheria. Persino fra Giroflèe si rese utile; fu ottimo falegname e divenne addirittura galantuomo; e a volte Pangloss diceva a Candide:
“Tutti gli eventi sono concatenati nel migliore dei mondi possibili; perché insomma, non t’avessero cacciato da un bel castello a pedate nel sedere per amore di madamigella Cunegonde, non fossi caduto nelle mani dell’Inquisizione, non avessi percorso l’America a piedi, non avessi dato un bel colpo di spada al barone, non avessi perduto tutte le pecore del buon paese di Eldorado, non saresti qui a mangiar cedro candito e pistacchi…”.
“Ben detto” rispose Candide “ma dobbiamo coltivare il nostro orto”.

Voltaire - Candido o l'ottimismo


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