domenica 16 marzo 2008

Convergenze parallele


Arguti commentatori di varia estrazione hanno ridacchiato su questa espressione attribuita ad Aldo Moro, considerandola il manifesto di quel politichese, lontano dalla vita e dalla gente e fatto apposta per non essere compreso. Ora che i politici parlano chiaro, vedo che parlano volgare e volano basso.

Convergenze parallele lo capisci guardando la foto qui sopra: verso l'orizzonte i binari sembrano incontrarsi, sarà pure un'illusione ottica, ma dall'altro lato c'è il binario morto: scegliete voi. Convergenze parallele voleva dire valorizziamo quello che ci accomuna e lavoriamo insieme per il bene del Paese.

Un buon motivo per essere condannato a morte.

Ben altre convergenze parallele hanno determinato la tragedia avvenuta in via Fani il 16 marzo 1978 e l'ancor più tragico epilogo.

Cui prodest scelus, is fecit. Sappiamo chi ha scalato il potere a partire dagli anni 80 e sappiamo anche che, con Moro vivo, la Storia avrebbe preso un'altra piega.

Dolcissima Noretta,

…Il mio sangue ricadrà su di loro. Ma non è di questo che voglio parlare; ma di voi che amo e amerò sempre, della gratitudine che vi debbo, della gioia indicibile che mi avete dato nella vita, del piccolo che amavo guardare e cercherò di guardare fino all'ultimo. Avessi almeno le vostre mani, le vostre foto, i vostri baci. I democratici cristiani … mi tolgono anche questo. Che male può venire da tutto questo male? Ti abbraccio, ti stringo, carissima Noretta e tu fai lo stesso con tutti e con il medesimo animo.

Aldo Moro - Lettere dalla prigionia



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