Cammello

Un Maestro era in viaggio con uno dei suoi discepoli. Il discepolo doveva occuparsi del cammello. Arrivarono di notte, stanchi, ad un caravanserraglio. Era compito del discepolo legare il cammello; ma egli non se ne preoccu­pò e lasciò il cammello all'aperto. Si limitò a pregare Dio: "Occupati tu del cammello", e si addormentò.

Al mattino, il cammello non c'era più. O era stato ruba­to, o si era perso, qualcosa doveva pur essere successa. Il Maestro chiese: "Dov'è il cammello?".

E il discepolo rispose: "Non lo so. Chiedilo a Dio. Ho detto ad Allah di prendersi cura del cammello, io ero trop­po stanco, non so che cosa sia successo. E non ne sono nemmeno responsabile perché l'ho detto ad Allah, e in modo molto chiaro! E tu insegni sempre a fidarsi di Allah, ed io mi sono fidato".

Il Maestro disse: "Fidati di Allah, ma prima lega il tuo cammello, perché Allah non ha altre mani che le tue".

Se Dio vuole legare il cammello, dovrà usare le mani di qualcuno. Non ha altre mani. Ed è il tuo cammello! Il mo­do migliore, il più semplice e il più rapido è usare le tue mani. Lega il cammello, poi fidati di Allah. Fai tutto quel­lo che ti è possibile. Ma questo non rende sicuro il risul­tato, non c'è garanzia. Perciò, fai tutto ciò che puoi, poi qualunque cosa accada, accettala.

(Grazie al caro amico Filippo Rizzo per questa riflessione, che in varie occasioni stiamo applicando al nostro vissuto)

Commenti

Anonimo ha detto…
Praticamente "aiutati che Dio t'aiuta".

(O chi fa da sé fa per tre?)

:)))

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